Scala, abitanti contro nuove case popolari «Così ci ghettizzano»

PAVIA Nasceranno nuove case popolari al quartiere Scala, dietro a cascina Corso. Poco distante da altre abitazioni destinate all'edilizia agevolata con affitti calmierati. E il rischio è che questo diventi «un quartiere ghetto». A definirlo così è Matteo Pezza, consigliere comunale del Pd. Ed è lo stesso timore che hanno i residenti. Un problema di cui dibattuto al centro sociale Scala, durante l'incontro organizzato dalle sinistre «perché le istituzioni devono avvicinarsi ai cittadini, e riannodare i fili di un rapporto che si è deteriorato», sostiene Antonio Campanella, Sel. Ed essere bollati come «chi vive nella zona popolare», sinonimo di difficoltà e disagio sociale, non piace ai residenti di Pavia nord. «Ci opponiamo alla scelta di vendere le case popolari in centro per costruirne di nuove, concentrandole in un quartiere dove già ne esistono – afferma Pezza -. Una politica a cui ci opponiamo». E il consigliere aggiunge: «Ne nascerebbe anche un problema di sicurezza. Non bastano videosorveglianza e controlli, ma bisogna anche puntare ad un tessuto sociale basato sulla solidarietà e l'integrazione». E invece qui, a Pavia nord che comprende Città Giardino, Mirabello e Scala, ci si sente abbandonati. I problemi sono comuni a quelli di altre zone periferiche. Spazzatura che fuoriesce dai cassonetti e Città Giardino. Alla fermata del bus, allo Scala, il cestino portarifiuti è stato svuotato dopo 16 giorni. E Stefania Vilardo ricorda lo strato di circa 50 centimetri di foglie che non sono mai state rimosse. «Qualche anziano è anche scivolato», dice. Paolo Ferloni di Insieme per Pavia parla della necessità di «svuotare con maggior frequenza i cassonetti». E poi c'è l'incuria in cui si trovano le case popolari, abitate soprattutto da anziani. Topi vicino a tubi della fognatura rimasti rotti per troppo tempo. Fino ad essere costretti a presentare un esposto all'Asl. «Prima – spiega Vilardo - erano gli stessi abitanti a fare manutenzione». A preoccupare sono anche i progetti della giunta sulla viabilità. «Il Pgt – afferma Pezza – prevede l'ampliamento dell'area commerciale Carrefour che porterà in questa zona 4000 auto nelle ore di punta. Si congestionerà la tangenziale e si intaserà il nostro quartiere». E poi c'è la viabilità prevista a servizio dell'area Necchi. «Verrà realizzata – continua il consigliere Pd – una strada che parte dalla Necchi, raggiunge il poligono e si infila in tangenziale, collassando via Olevano». Pierluigi Marchesotti auspica una ciclopedonale tra Mirabello, Città Giardino e la zona ospedali, oltre una strada di collegamento tra via Olevano e l'Alzaia. Viabilità difficoltosa anche per gli abitanti di Cantone Tre Miglia, Cascina Rizza e Cassinino. «Avevamo chiesto di utilizzare i proventi dell'autovelox per una protezione verso il Naviglio – dice Davide Chechi – e invece non sarà così». Stefania Prato