Si avvicina il mostro "Broni-Mortara"
I pellegrini della Via Francigena conoscono la relazione che nasce tra sé e il paesaggio. Il cammino diventa un orizzonte mentale, al quale l'uomo affida uno dei suoi valori più cari: la libertà. E quale libertà più grande ci può essere del percorrere il mondo a piedi con la sola forza fisica e mentale? Tale libertà rischia di non esistere se non combattiamo per non veder scomparire un cammino storico come la Via Francigena sotto una colatadi cemento e catrame per un tratto in provincia di Pavia. Si avvicina con la prepotenza di un dinosauro il mostro chiamato autostrada Broni-Mortara, che dovrebbe collegare la Torino-Piacenza a… niente, perché destinata a terminare dopo Mortara, in attesa di una bretella fino a Stroppiana che la innesti sulla A26. Ho "ereditato" il tratto pavese della Via Francigena un anno fa, quando sono diventata assessore provinciale al turismo, e ne apprezzo ogni giorno di più la bellezza e il valore culturale, turistico e, perché no, economico. È uno dei ventinove Itinerari Culturali del Consiglio d'Europa, che attraversano il nostro continente intrecciando i fili della nostra cultura europea. E Regione Lombardia, che fa? Vuole cantierare l'autostrada Broni-Mortara nel 2013. Per un tratto di circa 30 km, i due percorsi, la via Francigena e la Broni-Mortara, praticamente si sovrappongono o scorrono fianco a fianco. Come è possibile che Regione Lombardia abbia prima finanziato alcuni interventi per la Francigena e ora sia pronta ad aprire i cantieri della Broni-Mortara entro un anno? Alla pesante responsabilità della Regione si affianca però anche l'atteggiamento di alcune amministrazioni dei Comuni attraversati da entrambi, che sono spesso e paradossalmente favorevoli ad entrambi e in primis all'autostrada. Tra i Comuni attraversati dalla via Francigena ci sono Pavia, ma anche paesi e centri rurali che i pellegrini li riconoscono al volo quando arrivano in paese e li accolgono nella casa parrocchiale. Fra Regione Lombardia - assolutamente favorevole all'autostrada - e i paesi e le città della Via Francigena favorevoli ad essa si frappone la Provincia di Pavia, che dal 2011, con il cambio di amministrazione, ora di centrosinistra, ha espresso tutta la sua contrarietà all'autostrada, considerandola un'infrastruttura che minaccia di sconvolgere gli equilibri ambientali e di devastare il reticolo idrico di zone rurali di pregio. Non si pensi che i comuni contino meno, perché nella conferenza dei servizi dell'autostrada Broni-Mortara vige la regola "un ente, un voto" e, quindi, tutti sono determinanti per decidere, dalla Regione al Comune di mille abitanti, passando per la Provincia e il Parco del Ticino (che pare essere - paradossalmente - a favore dell'infrastrutturaI. Che cosa scegliamo? La Broni-Mortara, una delle dieci opere classificate come più inutili, o uno degli itinerari culturali a cui punta la programmazione europea nei prossimi anni? Io scelgo la seconda. *Assessore provinciale allo sviluppo e turismo