Ecco come il Board ingessa le regole
International football association board. What? Che cosa? Queste quattro paroline indicano l'organo internazionale della Fifa, la federazione internazionale, che custodisce le "tavole" del calcio, che ha il potere di stabilire qualsiasi modifica e innovazione delle regole dello sport che qualcuno definisce il più bello del mondo. Il problema è che l'Ifab è letteralmente ingessato, schiavo della sua struttura e le decisioni che riesce a prendere sono a dir poco ridicole. Per esempio, nel corso del 124º incontro ordinario (l'organo è operativo dal lontano 1886), quello di inizio marzo, è stata approvata una nuova regola sul soccorso di giocatori infortunati da parte dei barellieri: potranno entrare in campo solo previa autorizzazione dell'arbitro. Capirai. Una svolta epocale. Quella riunione si svolse nel 2010 e l'argomento moviola era già "caldo". Tanto che l'International Board bocciò le istanze legate alla tecnologia, tra cui quella avanzata dalla federazione italiana sulle telecamere in tribuna, l'occhio elettronico in grado di aiutare nelle decisioni l'arbitro (un brevetto sperimentato dal Cnr di Bari, su commissione dell'Udinese, ceduto gratuitamente alla Figc, ndr). Non solo: l'Ifab stoppò anche l'idea di piazzare dei rilevatori sui montanti della porta per evidenziare il gol fantasma e quella del microchip inserito nel pallone. Il segretario della Fifa e portavoce dei "professoroni" del calcio, Jerome Valcke, allora dichiarò che le bocciature erano state decise a causa del veti di Irlanda del Nord e Galles. Sì, avete capito bene. Irlanda del Nord e Galles, perché ciascuna delle federazioni del Regno Unito (sono quattro con Inghilterra e Scozia) hanno un proprio rappresentante nell'International board, in quanto nazioni che contribuirono alla nascita del football. In tutto i membri sono otto, visto che quattro vengono indicati dalla Fifa stessa e devono decidere in modo unanime sul testo unico del regolamento. E i pronunciamenti sono vincolanti per gli arbitri, gli assistenti dell'arbitro, i calciatori, i dirigenti, sia per il calcio maschile sia per il calcio femminile. Non solo: le regole sono tassative in ogni nazione, devono essere accolte dalle federazioni e possono essere solo integrate a livello di ogni singolo paese, senza essere modificate, relativamente (ed esclusivamente) alle gare fra calciatori di età inferiore ai 16 anni e alle squadre femminili sui cosiddetti dettagli, come la dimensione del terreno di gioco. In poche parole l'Ifab decide su tutto, è il calcio. E il fatto che tutti gli otto membri debbano votare a favore per varare una modifica ha ingessato lo stesso organo: materialmente non succede mai o, quantomeno, piuttosto di rado. Il che ha portato alla leggenda metropolitana sul regolamento del calcio che resiste allo scorrere del tempo. Una sciocchezza bella e buona: già nel lontano 1966 un gol fantasma (assegnato per errore), in Inghilterra-Germania Ovest, contribuì ad assegnare un titolo mondiale. Oggi siamo ancora qui ad aspettare una decisione dell'International board. (p.o.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA