Rugby, hockey e basket L'instant replay funziona
di Michele Spiezia L'ultimo caso clamoroso nemmeno un mese fa. Mondiale di hockey sul ghiaccio: a Helsinki la Finlandia è sotto 2-1 contro gli Stati Uniti e trova il gol del pari grazie alla moviola in campo. Gli arbitri si avvicinano al giudice di tavolo che sta davanti al monitor: pochi secondi e stabiliscono come sia involontaria la deviazione di pattino di Mikko Koivu. I padroni di casa completano la rimonta a 9 secondi dalla fine e vanno in finale, gli Stati Uniti invece vanno fuori senza inveire. Perché la tecnologia spazza gli alibi e cancella i sospetti. Bastano pochi secondi e tutti accettano il verdetto: basta affidarsi alla tecnologia, le immagini ed il timer non ingannano e non tradiscono. Succede nel basket, nel rugby, nel tennis (nei tornei dello Slam tranne che al Roland Garros, guarda un po' in casa di monsieur Platini, favorevole agli arbitri di porta ma non – ancora – alla moviola), nell'hockey, nella scherma, nello sci e nell'atletica (il fotofinish ha sostituito il filo di lana), nel nuoto (non solo per i tempi dati dalla piastra ma anche per le virate, analizzate con telecamere subacquea),persino nel cricket. Football americano. È la prima disciplina a introdurre la moviola in campo: dopo un primo esperimento negli anni '60, nel 1986 la lega professionistica Nfl l'usava per decidere i casi più controversi di raggiungimento del primo down o di touch down. Durò sei anni, poi problemi tecnici (si lavorava con i nastri) e qualche polemica bloccarono l'esperimento. L'instant replay per la palla ovale è tornato nel '99. Ora gli allenatori possono chiedere per due volte nel corso della gara l'intervento della moviola, tirando un fazzoletto rosso. Se l'arbitro ha dei dubbi può consultare le immagini ogni volta che vuole. Il Superbowl 2005 è stato assegnato ai Pittsburgh Steelers dopo una clamorosa svista arbitrale. Rugby. L'arbitro, per verificare, o addirittura stabilire, se la palla ovale abbia varcato la linea di meta, chiede l'intervento del "Television match officer", il Tmo, una sorta di quarto uomo che guarda la partita nella cabina di regia che si trova all'interno dello stadio ed esamina sui monitor la situazione comunicandola poi all'arbitro in campo: comunicazione pubblica (tutti gli spettatori la ascoltano degli altoparlanti) e non riservata – via auricolare – tra gli ufficiali di gara. Tennis. I giocatori possono chiedere l'instant-replay di chiamate che giudicano sbagliate. Il sistema utilizzato è l'Occhio di falco o Hawk-Eye: telecamere e computer seguono la pallina in ogni movimento ricreandone un'immagine virtuale che toglie ogni dubbio su chiamate contestate. Sistema introdotto dagli Us Open 2006. Scherma. L'arbitro in pedana può consultare le immagini degli ultimi tre secondi di gara per la spada e il fioretto e l'ultimo secondo per la sciabola. Solo i giudici di gara possono visionare il filmato anche se è l'atleta a chiederlo (e può farlo fino a tre volte per assalto). Basket. Gli arbitri(tre in campo) e gli allenatori possono avvalersi dell'instant replay per tutte le contestazioni su tempo (scaduto o meno in caso di tiro o di fallo) e campo (assegnazione rimessa, infrazione di campo), interferenza e rissa. L'instant replay ha deciso persino uno scudetto (2005), in Italia. Gara 4 a Milano tra Armani e Climamio Bologna: 67-65 per i bolognesi che conquistano il tricolore grazie a un tiro da tre di Douglas sul suono della sirena, convalidato dagli arbitri col ricorso alla moviola dopo che il tiro era stato invalidato perchè dato dopo la sirena. Hockey. Prima c'erano due arbitri dietro le porte, poi soppiantati da sensori che segnalano con una sirena e un lampeggiante se il disco ha varcato o no la linea di porta. Ora, al modico costo di 15mila euro a impianto, ci sono telecamere che forniscono all'arbitro la possibilità di affidarsi alle immagini selezionate da un giudice al tavolo per arrivare ad una decisione inoppugnabile. Formula Uno e Motomondiale. I giudici utilizzano i filmati rallentati per comminare sanzioni ai piloti scorretti e per irregolarità (vedi il recente sorpasso di Hamilton alla safety-car a Valencia). Verdetti che si scontano già in corsa o con retrocessioni. ©RIPRODUZIONE RISERVATA