Spari contro la casa dell'assessore Rocca

di Paolo Fizzarotti e Roberto Lodigiani wVOGHERA Quattro colpi di pistola sparati nella notte contro la finestra dell'abitazione di Gianpiero Rocca, 63 anni, da oltre un decennio personaggio politico di primo piano a Voghera. Un attentato del genere contro un amministratore locale non ha precedenti in città. Rocca, appena nominato assessore ai lavori pubblici dopo il rimpasto nella giunta Barbieri, è tuttora coordinatore cittadino del Pdl, fino ad aprile era capogruppo consiliare ed è stato anche presidente di Asm Voghera. Le indagini sono condotte dal personale del commissariato di Voghera, agli ordini del vicequestore Mauro Zampiero, e coordinate dal pm Ilaria Perinu. Non è ancora possibile stabilire se si sia trattato di un atto intimidatorio o di una semplice bravata, anche se di gravità inaudita. Non si sa neppure se la matrice è politica, legata all'attività di amministratore locale condotta da Rocca, oppure se si è trattato di un'azione nata da motivi privati, messa in atto cioè da un individuo che ce l'aveva con Rocca per ragioni personali. Al momento la polizia indaga a tutto campo e non esclude alcuna pista. L'attentato è stato compiuto nella notte tra domenica e lunedì, tra le 23.30 e la mezzanotte, ma è stato scoperto solo nel tardo pomeriggio di martedì dalla collaboratrice domestica della famiglia Rocca, che era andata a fare le pulizie nell'appartamento situato al terzo e ultimo piano della palazzina al numero 31 di via Cignoli: una strada in una zona residenziale, che a quell'ora era praticamente deserta. L'attentatore si è appoggiato con le spalle alla recinzione metallica che si trova davanti alla costruzione e ha esploso alcuni colpi di pistola contro il balcone di Rocca: almeno quattro, forse di più. Lo sconosciuto ha mirato alla finestra di destra. Due colpi si sono piantati nello stipite di marmo; la terza pallottola e finita nell'angolo tra il muro e la tapparella di plastica ed è entrata in casa; la quarta ha centrato in pieno il serramento ed è entrata anche quella. Rocca dormiva in un'altra stanza, gli altri componenti della famiglia erano al mare. L'esponente Pdl è stato svegliato dai colpi: ma il rumore di una moto che passava (forse quella dell'attentatore in fuga) ha indotto quasi tutti a pensare che gli scoppi erano stati prodotti dalla marmitta. Martedì sera, mentre Rocca era in Consiglio comunale, la colf ha visto i buchi nella tapparella e nel muro della stanza, e ha informato l'assessore che a sua volta ha chiamato il 113. La polizia ha passato al setaccio via Cignoli con il metal detector, per cercare i bossoli. Sono stati trovati in tarda serata nella vigna antistante la palazzina: 4 bossoli di pistola semiautomatica calibro 7,65. Erano stati sparati in strada e poi, una volta espulsi dall'arma, erano finiti tra i filari. Il vigneto appartiene alla famiglia Armella-Meneghin. Gli abitanti della via hanno sentito dei rumori notturni, ma non si sono accorti di nulla e soprattutto non hanno visto nessuno. «Io dormivo profondamente - spiega Giancarlo Oddi, che abita nella villetta a fianco - Ho solo visto la polizia arrivare in forze». «Un mio amico abita qui dietro, ma anche lui non ha sentito nulla», afferma Alberto Rosolen. «Io ho l'auto nel garage del 31 - spiega la signora A.R. - e abito due palazzi dopo. So che qualcuno ha sentito degli scoppi, ma ha pensato a una moto». Un'altra donna che esce dal cancello del 31 non vuole parlare: segno che l'accaduto ha suscitato inquietudine nei vicini. Ieri mattina la scena è stata tutta della polizia scientifica di Pavia e Voghera, che ha fatto i rilevamenti nel palazzo e nella via. Del caso si è interessata anche la Digos. Si cerca di capire se è stato esploso un quinto colpo. Ieri per Rocca la polizia ha attivato un dispositivo di protezione personale. ©RIPRODUZIONE RISERVATA