Sì all'Imu, la giunta Barbieri tiene
VOGHERA Chiusi nel silenzio dopo il benservito del sindaco Barbieri, Vincenzo Giugliano e William Tura, i due assessori pidiellini defenestrati dal rimpasto di giunta, affidano al vicecapogruppo Federico Taverna (molto vicino al segretario provinciale Nola e al consigliere regionale Pesato) le loro esternazioni. E il Consiglio comunale diventa già in apertura di seduta cassa di risonanza delle tensioni nel partito di maggioranza relativa. «Non è mai venuto meno il nostro impegno finalizzato al miglioramento della qualità dell'amministrazione e dei servizi offerti ai cittadini – dettano gli ex amministratori – Abbiamo sempre creduto nel programma del 2010 e nella coalizione, ma non capiamo le scelte e il metodo usato per estrometterci. Non abbandoniamo la politica, da oggi comincia un nuovo percorso». Alle critiche di Taverna su sostanza e modalità del rimpasto, si allinea il Pd; duro anche il giudizio del grillino Marfi; il sindaco replica sottolineando ancora la necessità di un rilancio dell'azione amministrativa e il coraggio mostrato nell'operare i cambi a ridosso di scadenze cruciali come bilancio e Pgt. Il rimpasto cambia anche la composizione dell'assemblea: Rocca e Carbone, subentrati ai due assessori giubilati, lasciano il seggio a Maria Cristina Palonta e Giampaolo Ferrari, dopo la rinuncia di Gorini. Poi spazio al lungo dibattito sulla manovra finanziaria,durato fino a tarda sera. La partita si apre con il via libera al piano delle alienazioni degli immobili comunali (ex macello, casermetta Scalo, ex elementari Campoferro), malgrado i dubbi sul deprezzamento di alcuni beni. Tocca all'assessore Salerno condurre la delicata partita sulle tasse comunali. La premessa necessaria è il pesante taglio ai trasferimenti statali (3 milioni di euro in meno nelle casse di Palazzo Gounela). Ma la scure non è calata sull'impianto del Welfare, che resta inalterato senza aumenti tariffari. La giunta Barbieri-bis tiene anche sul capitolo Imu, odiata da tutti ma comunque approvata (21 favorevoli, 7 contrari). Esito quasi identico sull'addizionale Irpef: 21 sì, 8 no.