Il 118 ingloba Cremona e Mantova
PAVIA Pavia sarà il baricentro della riorganizzazione del 118 in Lombardia: da aprile, se un lodigiano chiama per un'emergenza sanitaria, è Pavia che risponde e invia automediche e ambulanze del parco lodigiano dove occorre. Dall'inizio dell'anno prossimo funzionerà così anche per Mantova e Cremona, Pavia raccoglierà un bacino di circa 1,5 milioni di abitanti: con Milano, Bergamo e Como sarà una delle quattro grandi sale operative attive nella regione. Il 4 luglio alle 14 alla Casa del Giovane ne parleranno il direttore generale dell'Areu, l'agenzia regionale per l'emergenza urgenza Alberto Zoli con il direttore generale dell'Asl Alessandro Mauri nell'incontro organizzato dalla Cisl Fps (iscrizioni cislfpspavia@gmail.com o 3387484965). Spiega Mogavino: «La riorganizzazione implica un'importante modifica dell'assetto organizzativo territoriale per quanto riguarda la necessità di personale». «Da quando ha chiuso la centrale operativa di Lodi ad aprile – spiega il responsabile del 118 pavese Maurizio Raimondi – Pavia risponde alle chiamate che provengono da lì e invia i mezzi di Lodi, che nel frattempo sono aumentati. Inoltre sulle zone di confine diventa più facile gestire le risorse al meglio riducendo i tempi di intervento». Dal primo luglio Pavia comincerà a supportare la centrale di Mantova, ma la chiusura non avverrà prima del 2013. Le postazioni al 118 di Pavia, intanto, sono passate da 6 a 7, cresceranno ancora e sarà introdotto al centralino anche un tecnico e postazioni di scorta per sopperire a guasti delle altre tre centrali. Pavia gestirà poi il numero verde e la centrale di guardia medica: «Un servizio che Pavia ha da tempo e ora è richiesto dall'Ue – spiega Raimondi – e che Lodi, Mantova e Cremona non avevano». La rivoluzione porterà poi al numero unico dell'emergenza: i cittadini chiameranno il 112, che assorbirà tutti i vari 113, 118, 115 e smisterà le chiamate a polizia, carabinieri, vigili del Fuoco, 118. (a.gh.)