«Chiriaco era un amico» Abelli sentito come teste

di Fabrizio Merli w MILANO Pino Neri? «Non credo di conoscerlo». Carlo Chiriaco? «Lo conosco dal 1980, era tirocinante al San Matteo». Rocco Del Prete? «Voleva aderire al Pdl, gli dissi di parlare con il segretario provinciale». In circa mezz'ora di esame, Giancarlo Abelli non perde mai l'aplomb. Nemmeno quando a rivolgergli le domande non è il legale di Chiriaco, ma il pubblico ministero Alessandra Dolci. Nell'aula bunker, davanti al carcere di San Vittore, il «Faraone» sfoggia un completo blu. È stato citato come testimone dall'avvocato Oliviero Mazza, difensore di Chiriaco. L'ex direttore sanitario dell'Asl, indagato per concorso esterno in associazione mafiosa, sta seduto accanto all'avvocato e indossa ancora un collarino ortopedico. Le prime domande all'onorevole bronese le rivolge l'avvocato Mazza. Abelli replica: «Le elezioni regionali del 2010 non furono all'altezza delle aspettative. Fui eletto, ma con un risultato peggiore rispetto a quelle precedenti». Precisazione importante, perchè parte della ricostruzione della Direzione antimafia si regge sull'ipotesi che la 'ndrangheta in salsa pavese abbia dirottato voti proprio sul potente ex assessore alla famiglia. Abelli non rinnega nulla del passato. «Conobbi Chiriaco nel 1980, quando ero presidente del San Matteo. Negli anni Ottanta, al Comune di Pavia, feci anche votare per lui. Eravamo nella Democrazia Cristiana. Accordi preelettorali per future iniziative imprenditoriali? No, non hanno nulla a che vedere con la campagna elettorale». Subito dopo si passa alle elezioni comunali del 2009 a Pavia. Conosce Pino Neri? «Non credo di conoscerlo». Ha contribuito alla campagna elettorale? «Essendo un dirigente nazionale del Pdl contribuii a scegliere il candidato sindaco, Alessandro Cattaneo». Infine, uno dei passaggi più delicati delle carte relative all'indagine «Infinito»: l'incontro con Rocco Del Prete. Leggendo le intercettazioni e la ricostruzione fatta dagli inquirenti, intorno al 15 febbraio 2010 l'avvocato Pino Neri "prepara" Del Prete all'incontro con Abelli, suggerendogli quanto dovrà dire. Uscito dall'appuntamento, Del Prete, ex candidato non eletto della lista di Ettore Filippi, confida a Neri: «Pensavo facesse domande (Abelli ndr)...invece, un pezzo di ghiaccio». Ieri mattina, Abelli ha ricostruito così l'incontro: «Quel giorno, sull'agenda era fissato un incontro con Chiriaco e un'altra persona. Chiriaco non si presentò, ma venne questo Del Prete che disse che non era molto contento della lista Rinnovare Pavia e che si sarebne voluto avvicinare al Popolo della Libertà. Per caso, in quel momento, fuori dal mio ufficio vi era il coordinatore provinciale, Marco Bellaviti. Così dissi a Del Prete di parlare del suo desiderio con chi aveva la responsabilità del tesseramento». A questa rievocazione, il pubblico ministero ha obiettato: «Ma lei non chiese a Chiriaco perchè fosse venuto il solo Del Prete all'appuntamento?». «Non mi ricordo – la risposta di Abelli – anche perché non diedi molta importanza a questo incontro». E il Pm Dolci ha insistito: «Se il responsabile del tesseramento era il coordinatore provinciale, perchè Del Prete chiese di parlare proprio con lei?». «Forse perché riteneva che io contassi qualcosa all'interno del partito». «E in quel colloquio – ha insistito il Pm – Del Prete le disse che conosceva Pino Neri?». «Lessi successivamente della loro conoscenza negli atti pubblicati sul giornale. Ma io, comunque, non sapevo chi fosse Neri». Alla domanda diretta dell'avvocvato Mazza «Chiriaco le ha mai parlato di un appoggio da parte della 'ndrangheta?», Abelli ha concluso: «No, e se mi avesse detto una cosa del genere non so che reazione avrei avuto».