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L'ETICHETTA Macchè fascista scelte di buon senso n Sono una studentessa che frequenta il secondo anno di biologia. Le mie scelte in materie "eticamente sensibili" come vita e matrimonio sono chiare e dettate dalla ragione. Sono contraria all'aborto perché secondo me la vita umana inizia con il concepimento e termina con la morte naturale. Tutti noi siamo nati da un incontro tra ovocita e spermatozoo (embrione). Interrompere questo cammino equivale alla soppressione di una vita umana. Si tratta non tanto di condannare la mamma ma di aiutarla a comprendere il valore incommensurabile di un figlio. Quanti soldi pubblici si spendono per interrompere la gravidanza di oltre 100mila mamme all'anno? Non si potrebbe mettere altrettante risorse per rimuovere le cause che portano all'aborto? (mezzi finanziari, educazione alla responsabilità ecc.). Tema matrimonio: da che mondo è mondo il matrimonio è tra un uomo e una donna. Nulla da obbiettare se persone dello stesso sesso vogliono vivere assieme (ci mancherebbe altro!); se uno vuole, anche per ragioni affettive, lasciare i suoi beni alla persona con cui vive (basta un atto notarile) oppure aiutarla quando questa è in ospedale ecc. Ma ad esempio non ci può essere la reversibilità della pensione perché questa è da sempre legata al fatto che uno sia sposato o no. Insomma ci sono dei "diritti e dei doveri" che sono tipiche delle persone sposate e che non si possono estendere a chi rinuncia al matrimonio o che ne stravolge la sua stessa essenza. Le mie convinzioni sono dettate unicamente dalla ragione. Per tutti questi motivi mi irrita assai essere tacciata come persona di destra o ancor più di fascista o di integralista. Cerco di usare ciò che la scienza e il buon senso mi suggeriscono. Alessandra Maggi PAVIA Neologismi coprono nuove ingiustizie n In questi cupi periodi di crescente disagio economico e sociale il nostro paese si confronta con situazioni paradossali che hanno dato vita addirittura a nuove categorie linguistiche. Oggigiorno se dici "esodati" intendi tutti coloro che, con la riforma Fornero, non potranno più andare in pensione con i requisiti anagrafici e contributivi precedenti la nuova normativa pur avendo già sottoscritto una lettera di dimissioni che proprio su quei "vecchi" criteri delineava la decorrenza pensionistica. Persone che perderanno a breve il lavoro e per parecchi anni (in media 4) resteranno senza stipendio e senza pensione. Ma non ci sono solo loro: ecco comparire sul proscenio del disagio sociale ed economico i "mobilitati" (percettori di indennità di mobilità che non gli consentirà più l'aggancio alla decorrenza di pensione) e, soprattutto i "ricongiunzionati" (ovvero coloro i quali il destino previdenziale personale lo hanno vincolato a onerossisime procedure di ricongiunzione dei contributi). Sono tutte situazioni più o meno drammatiche, che travolgono decine di migliaia di lavoratori (anche sul nostro territorio) facendo pagare a loro per primi il pesante dazio di una riforma previdenziale inaccettabile. Vi è un'ingiustizia sociale profonda nell'ulteriore spostamento in avanti dei criteri di accesso alla pensione. Le aziende da anni si ristrutturano dando incentivi all'esodo ed aprendo procedure di licenziamenti collettivi. Perché questo, se poi viene portata in avanti l'età pensionabile? Ingiustizia sociale sono appunto i cosiddetti lavoratori esodati, quelli che, in virtù di accordi collettivi o individuali, hanno lasciato il posto di lavoro per entrare magari in mobilità e che si troveranno ad ammortizzatori sociali terminati, senza un reddito: né da lavoro dipendente, né con un sostegno al reddito perso, né da pensione. Vi sono poi le ricongiunzioni contributive onerose, per chi ha avuto più posizioni contributive (esempio ex Ipost – Inpdap – Enpals), che devono confluire nell'Inps per la legge 122/210 e molti dovranno pagare fino a decine o centinaia di migliaia di euro, mentre prima era un passaggio gratuito. Questa normativa del governo Berlusconi (approvata con voto di fiducia e senza confronto con le parti sociali), è stata confermata dalla legge voluta dalla ministra Fornero e sta procurando danni a valanga per una marea di lavoratori che rischiano di veder pregiudicato il loro diritto ad una pensione dignitosa proprio a causa degli spaventosi oneri di ricongiunzione. Finalmente il governo si accorge che si stanno creando tensioni sociali, eppure bastava poco per comprendere che sarebbe successo. In Camera del Lavoro di Pavia ogni giorno riceviamo esodati, mobilitati, ricongiunzionati per dare loro un sostegno consulenziale. Li facciamo sentire meno soli (e forse è già qualcosa), ma loro vorrebbero "solo" poter andare in pensione (più che meritata), dopo una vita di lavoro. Un diritto che oggi lo Stato gli nega! Davide Ottini funzionario Inca Cgil POLITICA Finto federalismo le colpe della Lega n Abbiamo letto sulla Provincia Pavese le dichiarazioni del consigliere regionale della Lega Nord e componente del "cerchio magico "pavese Angelo Ciocca circa il fallimento dell'euro e della politica europea. Le solite dichiarazioni demagogiche e populiste della Lega. Ed infatti la crisi italiana è strutturale e nasce ben prima dell'Euro, mentre le riforme promesse in campagna elettorale (assetto statale meno burocratico, riforme costituzionali, strategie fiscali sostenibili, taglio delle spese non produttive, ecc. ) non sono state realizzate dal governo, Lega compresa, che ha accettato i diktat della Merkel sia a Roma sia a Bruxelles. Il fallimento della politica europea è conseguenza del mancato rispetto del disegno federale incompiuto, sconfiggendo la pretesa tedesca di far prevalere l' Europa parametrale e bunderbanchizzata su quella politica al cui centro devono esserci gli interessi europei e nazionali. Il federalismo fiscale municipale del governo Berlusconi poi, sbandierato dalla Lega come un successo, non può che essere considerato un provvedimento populista che ha tentato di accontentare le aspettative degli elettori delusi della Lega, ma che di fatto ha solo aumentato le tasse (cedolare secche, addizionali ed imposte locali, Imu e Ims ). Ciocca dimentica che la riforma federalista dell'apparato pubblico non può essere limitata al solo aspetto delle entrate fiscali, ma deve essere accompagnata dalla chiara attribuzione di responsabilità politiche, anche per coloro che necessitano di trasferimenti straordinari per il ripianamento di deficit di bilancio. Il federalismo – quello vero che la Lega non è stata in grado di attuare - è quello che coniuga il valore della solidarietà con il principio della responsabilità, capace di produrre gli effetti più profondi non tanto nel Nord quanto nelle regioni del Sud, che devono affrontare, a loro beneficio, l'era del post-assistenzialismo. Ricordiamo al consigliere regionale i testi di Carlo Cattaneo e Gianfranco Miglio che la Lega ha perso di vista e che fin dal 1992 la vedeva lunga quando affermava: "Stiamo entrando in un periodo di grande turbolenza. Ma io penso sovente ad un vecchio proverbio popolare lombardo, secondo il quale "per procurare ordine bisogna prima fare disordine". Di questa massima dovrebbero ricordarsi quei cittadini i quali, amanti del quieto vivere, sembrano temere il cambiamento dei governanti tradizionali e del sistema politico; mai come oggi, invece, è necessario invocare e praticare una sola virtù: non la prudenza ma il coraggio. Soltanto se tutti vinceremo la viltà e daremo prova di coraggio, salveremo noi stessi ed il paese in cui viviamo. Consiglio direttivo Lombardi Verso Nord GROPELLO CAIROLI Chi paga l'affitto e non si lamenta n In questa bella Italia... C'e' chi si lamenta della rata del mutuo diventata insostenibile quando sino a qualche anno fa si vantava di aver optato per il tasso variabile invece del fisso. C'e' chi si lamenta dell'imprponibile remake dell'Imu.. c'e' anche chi da anni paga silente (e puntualmente) l'affitto. Edoardo Sacchi NOTTE BIANCA Che bella la movida a Corteolona n Si è tenuta sabato sera, l'annuale Notte Bianca a Corteolona; risotto, salamelle e musica per tutti. I meriti vanno alla collaudata Pro Loco e al presidente Carlo Lunghi, che impegna grande parte del suo tempo per la buona riuscita delle varie manifestazioni realizzate in tutto l'arco dell'anno. Decine di bancarelle e giochi per bambini hanno riempitocon i loro colori, le strade e la piazza del paese. La movida Corteolonese ha arricchito il panorama culturale e ludico del paese. Alla fine, ha fatto la sua immancabile e fugace comparsa anche il sindaco Dossena che elegantemente vestito ha voluto ribadire: cittadini tranquilli, ci sono sempre, e alla fine il sindaco sono sempre io. Corteolona che già dagli anni Cinquanta nello storico Giardinone era rinomata per le sue serate danzanti, è e rimane il centro economico e culturale di tutto il Basso Pavese. Complimenti a tutti. Tano Lombardi