Riso Scotti, sequestro da 16 milioni

PAVIA Il tribunale di Roma ha accolto il ricorso del Gestore dei servizi energetici (Gse) e ha disposto il sequestro di beni della Riso Scotti Energia per un valore di oltre 16 milioni di euro. Lo scorso anno l'autorità giudiziaria aveva contestato agli amministratori della Riso Scotti Energia l'utilizzo di rifiuti non autorizzati nell'inceneritore di Pavia, per il quale il Gestore erogava incentivi per effetto di due convenzioni firmate nel 2002 e nel 2004. L'impianto avrebbe dovuto bruciare solo la lolla del riso, invece, secondo l'accusa, vi venivano inceneriti anche scarti di altra natura. «Le indagini – spiega un comunicato stampa del Gse – avevano consentito di appurare che la centrale della Riso Scotti Energia aveva bruciato rifiuti non autorizzati e che tale circostanza era stata chiaranente occultata anche al Gse». Per questo il Gestore dei servizi energetici ha avviato una serie di iniziative legali a tutela della propria immagine e degli utenti del sistema elettrico. In particolare, ha chiesto al tribunale di Roma il sequestro conservativo dei beni mobili e immobili della Riso Scotti Energia a garanzia del recupero delle somme illegittimamente percepite dalla società di Pavia in seguito alla condotta criminosa commessa anche ai danni del Gestore. Il giudice del procedimento cautelare ha quindi accolto la richiesta del Gestore dei servizi energetici disponendo il sequestro di beni per oltre 16 milioni.