Cae riapre con metà personale
VOGHERA La Cae riparte, ma solo con metà personale, dopo che l'accordo sul piano di ristrutturazione industriale è stato firmato da Fim-Cisl e bocciato da Fiom-Cgil, con una nuova spaccatura nel sindacato metalmeccanici. Questa mattina si presenteranno allo stabilimento di strada Oriolo a Voghera diciannove dei quarantuno lavoratori, riassunti da Cae Industrial, la società sorta sulle ceneri di quella vecchia, in liquidazione da fine maggio, per iniziativa di una cordata di imprenditori liguri che ha preso in affitto per un anno un ramo dell'attività aziendale. Gli altri ventuno dipendenti restano in cassa integrazione straordinaria, in attesa di trovare un'altra occupazione o di rientrare a loro volta in Cae, se il progetto di rilancio decollerà. Il sindacato ha in agenda un incontro a settembre con la proprietà proprio per verificare l'andamento del piano industriale e la risposta del mercato. «Nessuno strappo – chiarisce Nadia Zambellini, segretario provinciale Fim – abbiamo sottoscritto l'intesa semplicemente ponendoci al fianco dei lavoratori». Per Renzo Scinaldi, segretario territoriale Fiom, il piano industriale non offriva, invece, le necessarie garanzie occupazionali. Da qui il secco no all'accordo. Con la riapertura, rispetto alle attività proecedenti, viene mantenuta la produzione di portelle, chiusini e la lucidatura, oltre alla parte riguardante la commercializzazione dei prodotti e la logistica. Cae, che nel 2010 ha lasciato Casteggio per trasferirsi a Voghera, nei capannoni già della fallita Salvadeo, è un'azienda specializzata in articoli per l'industria enologica. Dopo lo spostamento nella nuova sede e una ristrutturazione che aveva comportato tagli agli organici, Cae ha subito una crisi - sembra legata alla mancanza di liquidità - nella scorsa primavera. Ora un nuovo inizio che almeno per ora riguarda soltanto un lavoratore ogni due. (r.lo.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA