Legale chiama 113, agente nei guai
PAVIA Era un venditore Enel per davvero, ma ha suonato alla porta "sbagliata" se l'intenzione era quella di portare a casa un contratto firmato senza fornire tutti i dettagli che in questi casi vanno forniti all'utente, a partire dal fatto che l'interlucotore sarebbe passato dal mercato vincolato dell'energia elettrica (quello in cui è l'Autorità a fissare le tariffe) a quello libero (quello in cui è il fornitore del servizio a fissarle). La porta sbagliata quella di Rodolfo Serianni, 35 anni, avvocato consulente di Federconsumatori Pavia. Epilogo: l'avvocato ha mangiato la foglia e ha chiamato il 113. E così l'agente, anzichè incassare la commissione, si è trovato a dover fornire i dati alla polizia. E' successo a casa Serianni, in via Giacomo Rezia, alle due del pomeriggio. «Ho vissuto in prima persona quello che tanti ci segnalano – ha raccontato – Ero a casa in pausa pranzo. A un certo punto suona alla porta un venditore Enel che mi propone uno sconto in bolletta per premiare la mia fedeltà all'azienda». Serianni è cliente Enel (mercato vincolato). Altro è Enel energia (mercato libero) anche se il gruppo di riferimento è lo stesso. «Senza aggiungere altro mi chiede di mostrargli il tipo di bolletta che ricevo io. Lui aveva in mano due bollette modello, una con i contorni rossi e l'altra con i contorni blu». L'avvocato, quasi convinto a firmare, sta per comunicare il propri dati quando si accorge che il venditore è pronto a riportare il suo nome su un foglio con in calce la scritta Enel energia. Firmare avrebbe voluto dire cambiare gestore senza saperlo. «Sono due soggetti giuridici diversi – ha precisato il legale – I venditori non possono non comunicarlo nel momento in cui propongono gli sconti». Enel ha preso le distanze dall'accaduto imputando la responsabilità al singolo e indirettamente all'agenzia partner che lo ha reclutato, agenzia che ora rischia una penale fino a 10mila euro. L'agente invece potrebbe perdere il posto. (si.bo)