Ciclone Ronaldo Il Portogallo fa fuori l'Olanda

di Michele Spiezia Volata da metà campo, sterzata per far cascare il portiere, la rete che si gonfia e poi lui che finalmente può gonfiare il petto: così Ronaldo segna il secondo gol (ne ha già fatto un altro, oltre a due pali), quello che stende l'Olanda e che regala la qualificazione al Portogallo che nei quarti troverà la Repubblica Ceca. Dunque vola Cr7. Ma il calcio non è questione di sigle o di etichette. Quelle non corrono verso il pallone, non lo afferrano con rabbia e determinazione, non l'accarezzano con la classe e il tempismo. Robbie Van Persie contro Cristiano Ronaldo: così era stata etichettata la sfida tra i due campioni che nelle prime due gare dell'Europeo s'erano come eclissati, prigionieri delle aspettative delle rispettive nazionali, arrivate a giocarsi il futuro negli ultimi 90'. Una notte da non sbagliare: specie per il fuoriclasse (66 gol nell'ultima stagione col Real Madrid), un ciclone nell'area avversaria scioltosi invece tra errori e nervosismo con Germania e Danimarca, occasioni facili divorate che avrebbero riempito la pancia per un anno.Non c'è più tempo: Ronaldo lo capisce presto. Deve fare il fenomeno per tenere in corsa il Portogallo che parte aspettando buone nuove da Lviv, dove giocano Germania e Danimarca ma le cose non si mettono bene, nè lì nè a Khariv dove arbitra Rizzoli (direzione perfetta, forse grazia Willems ma giusta la chiamata sul gol in fuorigioco di Postiga): l'Olanda passa subito con una fiammata di Van der Vaart, perché la Danimarca fa pari e così i lusitani sarebbero fuori. È in questo momento che Ronaldo decide di liberarsi di freni e paure, capisce che è il momento del campione e aziona la macchina infernale: ci mette potenza e rabbia. Stavolta la serata è tutta sua: va di testa e Stekelenburg respinge, tira di sinistro e di destro. In 15' mostra il repertorio completo: cinque tiri, un palo, una sassata accompagnata dal boato della folla. Ma l'urlo più forte è il suo: Vlaar si fa bruciare dallo scatto, Ronaldo taglia in area, riceve, tira e segna. Così rapido che a raccontarlo vien quasi il fiatone. All'Olanda, oltre al fiato, manca pure tutto il resto. Non c'è un disegno tattico: Huntelaar centravanti), le stelle sono appannate (Robben si vede solo all'inizio poi diventa un ectoplasma,Sneijder sta largo, Van Persie non inquadra mai lo specchio. L'illusione dura poco: il tempo di festeggiare la prodezza di Van der Vaart (palo nella ripresa)che gli arancioni si scoloriscono. A farli neri ci pensa Ronaldo che chiude la gara con la doppietta e un altro palo. ©RIPRODUZIONE RISERVATA