Omar ha lasciato l'ospedale «Presto di nuovo sul palco»

VOGHERA «Presto tornerò sul palco, penso ai primi giorni di luglio: sto riprendendomi bene, ma i medici mi hanno consigliato un periodo di riposo assoluto per non affaticare il cuore». Omar Codazzi, notissimo cantante di musica popolare, ieri ha lasciato l'ospedale di Voghera dove è stato ricoverato per alcuni giorni dopo il malore che lo aveva colto in occasione di uno spettacolo a Cuneo: «Già la sera prima a Treviso avevo avuto qualche problemino – commenta il cantante – Purtroppo a Cuneo la sera successiva ho dovuto abbandonare il palco attorno a mezzanotte: mi hanno visitato, sono rientrato a Voghera dove mi hanno ricoverato in Cardiologia. Ho avuto un virus ai polmoni, che ha avuto l'effetto anche di affaticare il cuore: ho passato un paio di giorni davvero difficili, poi il fisico ha reagito bene. Devo ringraziare tutto il reparto di Cardiologia dell'ospedale di Voghera, e soprattutto il dottor Osti che mi ha seguito nella malattia: tutti sono stati gentilissimi, professionali e attenti». E poi Omar, che risiede nel nostro Oltrepo, si commuove: «Pensavo che i miei fan mi volevano bene, ma sono stato letteralmente sorpreso dalla quantità di messaggi, sms, mail, comunicazioni su facebook che mi riguardavano dopo questo improvviso stop per motivi di salute: li ringrazio tutti, dal primo all'ultimo, mi hanno dato una grandissima forza in questo periodo un po' particolare, il loro sostegno morale è determinante». Come detto, Omar dovrà osservare un periodo di riposo, poi gradatamente la ripresa: «L'orchestra comunque sta andando avanti mantenendo gli impegni, non si salta nessuna serata: grazie alla mia compagna Adele, a tutti i componenti del gruppo ed allo staff che mi segue con grande impegno riusciamo a far fronte a tutte le serate già concordate. Io penso di riprendere ad essere con loro dai primi giorni di luglio: abbiamo tutta l'estate già programmata con i concerti, non vogliamo deludere nessuno. Ripeto, adesso sto meglio: grazie a tutti quelli che si sono interessati alle mie condizioni, il loro appoggio è stato di grandissimo aiuto per me e per i miei familiari».