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di Adriano Agatti wPAVIA Manoscritti del XIX e XVIII secolo, contratti di prestazioni artistiche e vecchissime partiture teatrali. Un vero tesoro storico che era sparito della casa di riposo per artisti Giuseppe Verdi Milano. E' stato venduto su eBay a ad acquistarlo è stato un collezionista di Pavia. I carabinieri hanno recuperato tutto, hanno denunciato il pavese (il nome non è stato reso noto) e stanno indagando su altri acquisti sospetti effettuati in tutta Italia. Per il collezionista (abita al Vallone) il danno è molto ingente. Aveva infatti pagato i documenti storici 150 mila euro. Le indagini sono in corso per capire a chi è andato il denaro. I carabinieri hanno iniziato l'inchiesta dopo la scomparsa dei documenti dall'archivio storico della casa di riposo per musicisti Giuseppe Verdi di Milano. Furti che, anche adesso, restano avvolti nel mistero assoluto. Sembra infatti che non siano stati trovati segni di scasso. Gli investigatori dell'Arma hanno cercato di percorrere tutte le strade per arrivare ai responsabili dei furti e ai ricettatori. E' evidente che colpi di questo tipo vengono quasi sempre eseguiti su commissione. Sono state tenute sotto controllo in modo costante le offerte apparse su eBay. I carabinieri hanno avuto molta pazienza. Dopo diverso tempo hanno scoperto che i manoscritti erano stati acquistati da un collezionista che abita a Pavia. Per il momento è impossibile stabilire la buona fede di un uomo che è un vero appassionato di documenti storici. I militari si sono presentati all'abitazione dell'appassionato pavese. Avevano un mandato di perquisizione firmato dai magistrati milanesi titolari dell'inchiesta. Ma non è stata nemmeno eseguita una vera perquisizione: è stato lo stesso padrone di casa a consegnare i manoscritti. Erano quelli che i militari stavano cercando. Oltre alle partiture musicali e ai contratti di prestazioni artististiche c'erano anche numerose attestazioni delle professioni di musicista e di cantante. All'epoca erano documenti previsti dalla legge per poter esercitare liberamente professioni che erano molto ambite. Le indagini sono in corso. E' evidente che la responsabilità del collezionista pavese è tutta da provare. L'accusa di ricettazione potrebbe essere derubricata in quella di incauto acquisto e, in ogni caso, gli investigatori dell'Arma stanno ancora cercando di ricostruire il «giro» preciso dei documenti spariti dalla casa di riposo milanese. Un lavoro che si presenta tutt'altro che facile. Le sparizioni di documenti e di materiale storico dagli archivi sono frequenti. Materiale che, quasi sempre, finisce nelle mani di collezionisti disposti a sborsare migliaia di euro.