Fibronit, Broni presenta il piano della bonifica bis
di Linda Lucini wBRONI Bonifica Fibronit, il progetto del secondo lotto è stato spedito a Roma e la prossima settimana il sindaco Luigi Paroni chiederà un incontro con il direttore generale del ministero all'Ambiente: «Intendo caldeggiarne il finanziamento. Informerò anche il ministro alla Salute Renato Balduzzi perchè ci dia il suo sostegno, come promesso». Ormai la bonifica del primo lotto è praticamente terminata, ora si attende il via libera del ministero alla seconda fase e soprattutto si aspettano i 6/7milioni di euro necessari per dare il via all'opera. «Il progetto presentato – spiega l'assessore Mario Fugazza –prevede il completamento della bonifica da amianto di tutti i capannoni industriali restanti (B e C), lo smaltimento di tutti i rifiuti derivanti dalla bonifica stessa, la rimozione e lo smaltimentodi tutte le lastre in cemento-amianto attualmente costituenti i tetti ed i tamponamenti laterali dei capannoni ‘B' e ‘C'. Infine la rimozione e smaltimento di gran parte delle linee fognarie interrate nel piazzale». In pratica verranno smantellati i capannoni che attualmente sono stati resi innocui grazie alle vernici coimbentanti. Tra l'altro è prevista anche l'installazioni di due nuove centraline di monitoraggio dell'aria nella zona della bonifica che andranno ad aggiungersi alle altre 8 sparse in città. Intanto è arrivato l'ok all'utilizzo degli 800mila euro risparmiati grazie ai ribassi d'asta. «I tecnici del ministero sono arrivati per un sopralluogo nei giorni scorsi – dice ancora Fugazza – e hanno dato l'autorizzazione. Con quella cifra faremo dei campionamenti sui rottami accatastati nel piazzale (materiale prodotto dalla Ecored che non dovrebbe contenere amianto) e sulla murature per valutare se contengono fibre killer e decidere così il tipo di smaltimento necessario». Se non ci sarà amianto il piazzale verrà ripulito subito. Poi si arriverà alla terza fase quella dello smaltimento: «Qui i costi saranno alti – dice Fugazza- Si parla di 10/15 milioni di euro». E l'amianto su tetti privati ed edifici pubblici come le scuole, il centro sociale e la palestra? «Sto cercando di pensare a un bando affinchè le ditte specializzate si facciano avanti – conclude Fugazza – Il Comune potrebbe gestire con uno sportello tutte le pratiche per la sostituzione delle lastre in amianto con impianti fotovoltaici. Tutto sarebbe più facile se ci fosse un finanziamento pubblico che incentivi i cittadini a rimuovere l'amianto dagli spazi privati».