La forza della Parola come seme da far crescere

Oggi Gesù ci rivela quanto è grande la potenza della Parola di Dio anche attraverso la semplicità. Quando la vera Parola è seminata in un cuore, in esso prende radici e a poco a poco comincia a produrre i suoi frutti o di salvezza o di perdizione. Non è possibile prenderci la Parola del Signore e lasciare Dio nel suo Cielo. La Parola di Dio deve essere sempre proferita da Dio. Perché questo avvenga, Dio deve essere nel nostro cuore, nella nostra mente, nella nostra anima, in ogni nostro pensiero e desiderio. Se Dio non è in noi, neanche la sua Parola sarà mai sulla nostra bocca e allora diremo parole della terra, di uomini, parole che sono senza alcuna forza di redenzione. Diceva: "Così è il regno di Dio: come un uomo che getta il seme sul terreno; dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce. Come, egli stesso non lo sa. Il terreno produce spontaneamente prima lo stelo, poi la spiga, poi il chicco pieno nella spiga; e quando il frutto è maturo, subito egli manda la falce, perché è arrivata la mietitura". Continua dopo: "Il regno di Dio è come un granello di senapa che, quando viene seminato sul terreno, è il più piccolo di tutti i semi che sono sul terreno; ma, quando viene seminato, cresce e diventa più grande di tutte le piante dell'orto e fa rami così grandi che gli uccelli del cielo possono fare il nido alla sua ombra". La Parola del Signore non crea perciò in un solo giorno un universo nuovo, santo, perfetto. Agisce invece con molta lentezza. All'inizio la sua azione è quasi invisibile, tanto è piccola. Ma poi con il passare del tempo, tutto prende forma e consistenza. All'uomo che semina la Parola è chiesto di saper attendere. Dio non opera mai senza il tempo. Impariamo con la pazienza propria del contadino ad attendere la crescita del seme. Ha bisogno solo di trovare una terra preparata ad accoglierlo e una pazienza fiduciosa che lo sappia attendere. Tante nostre ansie per il bene, non solo sono inutili, ma dannose. Tutte le nostre inquietudini non vengono da Dio, ma dalla nostra mancanza di fede. Capita spesso di vedere persone che, dopo un lungo periodo di indifferenza, scoprono improvvisamente la propria vita interiore, magari dopo un'esperienza forte, come ad esempio un ritiro, un pellegrinaggio, l'adesione ad un movimento. Succede, allora, di scoprirsi entusiasti, pieni di fuoco interiore, di vedere la propria vita cambiata. Poi, inevitabilmente, sorgono le prime difficoltà, si resta spiazzati e ci si chiede: dove sto sbagliando? Tranquilli, il contadino non se ne sta inquieto a vegliare di notte guardando il terreno. Il seme cresce anche se dormiamo, la sua crescita non dipende dall'ansia del contadino. Se abbiamo con onestà aperto il nostro cuore all'amore di Dio, dormiamo sonni tranquilli. Dio si lascia forse fermare dalla nostra incostanza? O dalle nostre depressioni? Chi ci potrà separare dall'amore di Dio? Siamo preziosi ai suoi occhi. E se anche la nostra fede è poca cosa, guardate al seme di senapa: è un seme simile alla polvere, ma quando cresce diventa un grosso arbusto molto alto. Appena diamo spazio a Dio, la sua presenza invade la nostra vita. Se lasciamo il timone della nostra barca in mano a Dio, sarà Lui a condurci, sarà Lui che farà crescere il piccolo seme del Regno in noi. * catechista di Tromello