Pavia, Lega Pro perde i pezzi Ipotesi 3 gironi

La conferma di Gaetano Capogrosso è vicina e dal Palermo operazione quasi conclusa per l'ingaggio del terzino sinistro Gianluca Di Chiara ('93). Tramontata la pista che portava all'ex rosanero Daniel Cappelletti (in prestito da gennaio alla Juve Stabia), ieri c'è stato un contatto con la Paganese per l'esterno Fabio Orlando ('93). Intanto il Cuneo si sarebbe fatto avanti con il Novara per ingaggiare Mattia Marchi, ma la risposta arriverà solo la prossima settimana, dopo l'incontro tra il club piemontese e il Pavia. Manca invece solo la firma per il passaggio definitivo dell'attaccante Mattia Sprocati al Parma dove ha giocato in prestito nella Primavera. Per Chessa e Tonon, gli altri due giovani azzurri da gennaio passati in prestito all'Atalanta, è previsto un incontro decisivo per il riscatto o meno in avvio della prossima settimana. PAVIA La riforma dei campionati di Lega Pro si voleva già fare, ma così rischia di essere anticipata per la scomparsa delle società. Per capire quali scenari si delineeranno bisognerà attendere almeno i primi di luglio visto che sabato 30 giugno scade il termine per le domande di ammissione, con relative fidejussioni (600mila euro per la Prima Divisione, 300mila euro per la Seconda). A quel punto capiremo quanti club confermeranno la loro partecipazione alla prossima stagione visto che 77 erano quelli quest'anno nei due gironi di Prima e due di Seconda Divisione. Probabili rinunce sono all'orizzonte: a partire da Piacenza e Triestina, che sono già falliti, per proseguire con club in grossa difficoltà come Pergocrema, Taranto, Foggia, Andria, Casale e Giulianova. Dalla Lega Pro nelle scorse settimane il presidente Mario Macalli e il direttore generale Ghirelli avevano confermato il blocco dei ripescaggi dalla D e l'eventuale anticipo della riforma di una Lega Pro unica a tre gironi, come era la vecchia serie C. Scenario ipotizzabile? «Oggi si può pensare a tutto e dire di tutto – è il commento del vicepresidente del Pavia, Armando Calisti, consigliere di Lega Pro –. L'unica certezza è che si erano bloccati i ripescaggi dalla serie D, salvo situazioni limite con un organico complessivo inferiore, per esempio, a 60 squadre». Il Consiglio direttivo dell'11 luglio quindi potrebbe dare la risposta sull'anticipo della riforma? «Già il 30 giugno, con la scadenza delle iscrizioni, ci potremo fare un'idea – risponde Calisti –. Prima dell'11 luglio una valutazione all'interno del Consiglio la si potrà anche fare considerando poi che dopo le iscrizioni ci saranno le verifiche e arriveranno le esclusioni, come è sempre avvenuto, delle società non in regola. L'11 luglio sarà poi la data dei primi verdetti, ma tra ricorsi e contro ricorsi si arriverà ad inizio agosto. E quest'anno vanno considerate le ripercussione dei processi sportivi sul Calcioscommesse. Sarà un'estate ancora più lunga, burocraticamente parlando, delle passate». La riforma potrebbe essere anticipata? «Fare un passaggio intermedio, come è successo lo scorso campionato con un girone in meno di Seconda Divisione, rimane a mio avviso la scelta più logica per tanti motivi – risponde Calisti –. Pensiamo, per esempio, alle neopromosse di serie D che non si chiamano Venezia. In alcune piazze le società dovrebbero affrontare un passaggio da una garanzia fideiussoria da 300 a 600 mila euro, cioè il doppio di quanto previsto. E anche sull'impiantistica ci sarebbero problemi per club che non hanno strutture adatte di fatto ad un doppio salto di categoria. Dall'altra parte, confermando magari due gironi di Prima e due di Seconda, come andrà affrontato il cambiamento: dalla Prima si passa direttamente in D o si adotta un blocco delle retrocessioni? In quest'ultimo caso avremmo club che baderanno a contenere il budget e limitare le spese di bilancio facendo maturare i giovani pensando di arrivare ultime senza retrocedere? Affrontiamo una transizione non facile che va adeguatamente vagliata dal Consiglio di Lega. Per questo si preannuncia un mercato che ad oggi sta andando a rilento». Enrico Venni