LA CRISI» IL DECRETO

di Vindice Lecis wROMA Per il presidente del Consiglio Monti è un «provvedimento organico e robusto». E il ministro Passera, che ha ripetuto di «metterci la faccia», è sicuro che stimolerà la crescita dell'occupazione. Il decreto sviluppo approvato dal consiglio dei ministri - dopo lunga attesa e un braccio di ferro con la Ragioneria dello Stato per la copertura - vale 80 miliardi. E ha l'ambizione di rappresentare le idee del governo sulla crescita, messe sinora in ombra dalle politiche di rigore imposte dalla dura disciplina di bilancio degli ultimi mesi. «Crescita e riduzione della dimensione e del peso dello Stato sono i motivi ispiratori» ha spiegato il presidente del Consiglio negando che di fase due si possa parlare e, anzi, evitando di utilizzare dei toni troppo enfatici. Nel primo provvedimento organico di stimolo della crescita - che si basa su project bond per le infrastrutture, bonus per le ristrutturazioni, stimolo per le assunzioni qualificate e, persino, la conclusione dell'eterna Salerno-Reggio Calabria- Passera ha spiegato che degli 80 miliardi, 40-45 saranno mobilitati dalle norme sui project bond per attirare capitali privati per le infrastrutture e in favore delle pmi. Altri 30-35 arriveranno da tagli e interventi in vari settori. Soddisfatto è apparso il presidente Napolitano, al termine dell'incontro con il suo omologo tedesco Gauck, ricordando che «il Governo Monti ha adottato misure sufficienti a ridare credibilità all'Italia» ma che servono comunque altre misure. Le forze politiche e sociali hanno accolto il provvedimento con molti distinguo. Dal Pd è venuto un sostanziale via libera ma con riserva, come ha detto chiaramente il segretario Bersani. «Leggeremo con attenzione il decreto, ma a un primo sguardo vediamo positivamente la costituzione del Fondo per la crescita sostenibile con un budget di due miliardi attraverso lo sblocco delle attuali 43 leggi di incentivazione» ha affermato Michele Ventura, vicepresidente dei deputati. «Si poteva fare di più e meglio - ha invece spiegato Maurizio Gasparri, presidente dei senatori Pdl - Ovviamente siamo aperti a tutte le misure utili per il rilancio». Ma per il suo collega di partito Luigi Grillo, il decreto «merita un sincero e convinto apprezzamento». Anche per l'Idv, partito di opposizione, «la strada indicata dal consiglio dei ministri sembra finalmente quella giusta» ma sarebbe servito «più coraggio» per tagliare i costi dellla politica. Dall'opposizione Vendola (Sel) è cauto: «E' proprio flebile la speranza che si possa trattare di un provvedimento di svolta» ma il decreto sarà valutato «senza pregiudizi». Per Diliberto (Pdci) il decreto è «debole e insufficiente». Non è quello che si aspettava nemmeno la Cgil, che domani con gli altri sindacati terrà a Roma una manifestazione sulla crescita e il lavoro. Il provvedimento «non è all'altezza dell'aspettativa che c'è di una fase due che inverta la tendenza recessiva del Paese». Camusso ha aggiunto che molte delle misure - edilizia, credito di imposta - sono «senza criterio» e che dunque nel complesso «siamo lontani da un'idea di politica industriale e di una messa in modo degli investimenti». Per Camusso si tratta di «annunci e di piccoli provvedimenti» ma che sono «poca cosa rispetto a quanto necessario». Sono di «portata ridotta rispetto alle intenzioni originarie» del governo ma le misure sono valutate «positivamente» dalla Cisl per la quale resta essenziale avviare un confronto tra governo e sindacati, in particolare sui tagli. Valutazioni positive sono arrivate da Rete Imprese Italia e da Alleanza delle cooperative. E' un primo passo «verso la giusta direzione - ha commentato il presidente di turno di Rete Imprese, Marco Venturi - Misure come quelle varate per l'edilizia, per il riordino degli incentivi, per le città, con le relative agevolazioni fiscali previste, il ricorso al concordato preventivo per imprese in difficoltà danno un segnale nuovo». Anche la centrale unitaria delle cooperative (Legacoop, Agci e Confcooperative) ritiene che le misure «possono contribuire a rilanciare la crescita». ©RIPRODUZIONE RISERVATA