In 10mila ai servizi sociali boom di richieste d'aiuto
di Stefano Romano wPAVIA Nel 2011 quasi 10mila pavesi si sono rivolti ai servizi sociali: 2mila in più rispetto al 2010 quando la crisi aveva appena iniziato a far sentire i sui effetti peggiori. Duemila in meno, se la tendenza non si invertirà, rispetto alle attese per la fine del 2012. A conferma del fatto che l'aumento del 20 per cento delle richieste d'aiuto che si è verificato tra il 2010 e il 2011 dovrebbe riproporsi tra il 2011 e la fine del 2012, i fondi a disposizione dei servizi sociali aumenteranno. Oggi l'assessore Sandro Assanelli ha a disposizione 5 milioni di euro (unica voce di bilancio che non è stata tagliata rispetto all'anno precedente), l'anno prossimo dovrebbe poter contare su 5 milioni e 200 mila euro nonostante un taglio al bilancio comunale del 10 per cento. Aumentare di 200mila euro il budget dei servizi sociali, comunque, non basterà a coprire tutte le richieste: come ne uscirà Assanelli? «Razionalizzeremo le spese – risponde l'assessore ai servizi sociali –. E diminuiremo le ore di assistenza domiciliare pur di garantire il minimo indispensabile a tutti quelli che hanno bisogno». Se il dato sulle 10mila persone che hanno contattato i servizi sociali non bastasse a dare l'idea di quando difficile sia il momento economico, basta considerare che la cifra globale equivale ad un pavese su sette. Va detto che la cifra di 10mila persone si riduce di oltre un terzo se si prendono in considerazione i nuclei familiari e che non tutti i casi che si presentano agli uffici di palazzo Saglio uguali. Ci sono le vere e proprie emergenze sociali (680 famiglie che hanno ricevuto buoni spesa per arrivare a fine mese, ad esempio, oppure le 1773 che hanno avuto bisogno dell'aiuto del Comune per pagare le bollette di luce e gas); ma ci sono anche situazioni di disagio meno forte tra cui, ad esempio, le 495 famiglie (in maggioranza anziani soli) che hanno ricevuto aiuto per restare autonomi a casa propria (dal telesoccorso al servizio di fornitura pasti a domicilio). I due fronti più caldi della povertà che avanza si confermano la spesa quotidiana e la casa. La diminuzione del potere d'acquisto delle famiglie si legge nell'aumento (del 20 per cento) delle richieste di sostegno economico: il Comune ha versato 567 contributi economici standard e 680 buoni spesa oltre a 348 bonus sociali per spese legate, normalmente, a cure o necessità sociali. Enorme anche il numero delle famiglie che non sono riuscite a far fronte al pagamento delle bollette: 1733 casi suddivisi tra 892 bonus per il pagamento della luce e 841 per il gas. In totale i versamenti per quello che tecnicamente si chiama "sostegno al reddito" sono stati 3675. E se la crisi fa crollare il mercato dell'auto perché mantenere una vettura costa troppo, perfino usare i mezzi pubblici può diventare un problema. Tanto che in 131 casi il Comune è dovuto intervenire per integrare il pagamento dell'abbonamento a bus o treno. L'emergenza casa, per concludere il quadro, non accenna a diminuire. Se da un lato sono decollate le assegnazioni di case popolari grazie al piano congiunto Aler-Comune per la ristrutturazione degli alloggi sfitti, dall'altro resta enorme la lista d'attesa per un alloggio pubblico: circa 900 persone. Altrettanto lunga la lista di chi ha dovuto chiedere l'aiuto del Comune perché non riusciva più a pagare l'affitto di una casa di mercato: 733 famiglie per le quali il Comune ha speso 705mila euro.