LA CRISI»L'EUROPA

di Lorenzo Robustelli wBRUXELLES Prima i mercati e ora il Fondo monetario internazionale. La Spagna non ha pace, la sua situazione economica e le incertezze del governo continuano a preoccupare operatori ed osservatori. Mentre la Casa Bianca fa sapere che «Gli Stati Uniti sono pronti ad ogni emergenza che potrebbe arrivare dall'Europa dopo il voto della Grecia». Insomma l'eurozona continua a tenere il mondo con il fiato sospeso. Le prospettive per la Spagna sono «molto difficili»: l'economia è nel mezzo di una recessione «senza precedenti, con un tasso di disoccupazione già a livelli inaccettabili, il debito pubblico che sale rapidamente e il sistema finanziario che necessita di ricapitalizzazione», ha affermato ieri l'Fmi in un rapporto dedicato al paese iberico. Inoltre Madrid, «probabilmente non riuscirà a rispettare gli impegni di bilancio per il 2012», che erano appena stati rinegoziati con l'Unione europea, afferma l'istituto di Washington. Però gli uomini di Christine Lagarde ammettono anche la la Spagna «ha le potenzialità» per riprendersi. Certo, a costo di grandi sacrifici che però il governo di Mariano Rajoy non sembra intenzionato a far fare ai suoi cittadini. Per il Fmi l'Italia non è più invece una «sorvegliata speciale», anche se il rischio che «diventi la prossima vittima del contagio» resta uno dei temi in agenda dell'incontro del G20 a Los Cabos. Intanto i «fantastici quattro» presidenti, Mario Draghi (Bce), Herman van Rompuy (Consiglio europeo), Jose Manuel Barroso (Commissione) e Jean Claude Juncker (Eurogruppo), lavorano intensamente per presentare una proposta ampia di rinnovamento del governo dell'Unione al Vertice dei capi di governo del 28 e 29 giugno. Con i tre colleghi, ha detto ieri Draghi parlando a Francoforte, stiamo «riflettendo sulle idee a più lungo termine per la nostra unione politica e monetaria». Il presidente della Bce ha tenuto a sottolineare che questa volta «si tratta di uno sforzo congiunto», e che però proprio per questo «non posso ancora fornire dettagli». L'obiettivo, ovviamente, è quello di dare stabilità e crescita alla zona euro e a tutta l'Unione (il vertice, in teoria, dovrebbe essere dedicato a questo). Uno dei punti ai quali si lavora più alacremente è quello dell'Unione bancaria, una serie di regole e garanzie comuni per presentare un settore un po' meno parcellizzato, con istituti un po meno alla mercé dei mercati. In un messaggio diffuso alla vigilia dell'incontro del G20 Barroso ha voluto ribadire che i leader europei «sono determinati a dimostrare al mondo che l'euro e il progetto europeo sono irreversibili», anche se siamo «consapevoli delle difficoltà e della necessità di altri sforzi». Secondo Angela Merkel, resta però anche una "mancanza di fiducia" tra i leader europei: «Non ci sarà nessuna buona unione economica e monetaria senza unione politica», ha detto, punzecchiando la Francia, notoriamente attenta a tutelare i poteri dello stato nazionale. ©RIPRODUZIONE RISERVATA