Volano i tassi, la Spagna fa paura

di Annalisa D'Aprile wROMA Il rendimento dei titoli di Stato spagnoli ha raggiunto livelli «insostenibili» sfiorando la soglia critica del 7 per cento. I 100 miliardi di aiuti che l'Europa tirerà fuori dal fondo salva-stati per il Paese iberico non hanno convinto i mercati. Ad innescare la speculazione è stato anche il colpo di coda di Moody's che, mercoledì sera, ha tagliato di tre livelli il rating sovrano della Spagna (e di Cipro, da Ba3 a Ba1, per via del rischio di uscita dall'euro). La decisione del declassamento da A3 a Baa3 porta il Paese ad un passo dal "junk", dal livello spazzatura. E la possibilità che con la Spagna parta un effetto domino continua a far tremare l'Europa. Mentre la borsa italiana tira il fiato dopo una seduta partita male e migliorata a fine giornata, grazie anche all'ottimismo sull'esito delle prossime elezioni in Grecia. Il Tesoro ha venduto titoli, con scadenza marzo 2015, per complessivi 3 miliardi, massimo ammontare prefissato, ma i tassi sono schizzati al 5,30% dal 3,91% della precedente asta di maggio, segnando un massimo da dicembre, quando il paese era nel mirino della speculazione. Sui titoli spagnoli lo spread tra il Bonos a dieci anni e il Bund tedesco ieri ha continuato a impennarsi superando i 550 punti base per poi chiudere, a fine giornata, a 536 e il rendimento del bond decennale spagnolo ha sfiorato il 7 per cento. Il Bonos fuori controllo aumenta la tensione tra i partner europei. Il cancelliere tedesco Angela Merkel sollecita la Spagna perché formalizzi la richiesta di aiuto. E il ministro degli Esteri spagnolo, Jose Manuel Garcia-Margallo, minaccia «conseguenze per tutti» se Berlino «butterà un Paese in pasto ai lupi». Mentre per il ministro dell'Economia Luis de Guindos «la situazione di volatilità e tensione è dovuta alle imminenti elezioni in Grecia». Salvo poi esprimere preoccupazione per l'impennata del rendimento dei Bonos rivelando che a breve verranno prese misure per ridurre il differenziale, perché un premio a rischio sopra i 550 punti base non è sostenibile a lungo per la Spagna. In Italia intanto, l'asta di Btp non ha avuto problemi sul fronte della domanda, ma i rendimenti sono schizzati ai massimi da dicembre. La domanda per il Btp triennale è stata pari a 1,59 volte l'importo offerto, in rialzo da 1,52 dell'asta precedente. Il Tesoro ha anche collocato 1,5 miliardi di euro di titoli non più in corso di emissione. Quelli con scadenza marzo 2020 offrono un rendimento del 6,13% mentre quelli con scadenza 2019 un tasso del 6,10%. Complessivamente Via XX Settembre ha collocato sul mercato titoli per 4,5 miliardi di euro, obiettivo massimo. Chiusura in calo per lo spread tra Btp e Bund. Il differenziale tra Italia e Germania sulla scadenza decennale, dopo avere toccato sulla scia dell'asta un picco a 487 punti base, ha chiuso 461,8 punti (dai 470 di mercoledì) con il rendimento del Btp a 10 anni al 6,10%. Contrastata la chiusura delle borse europee per via dell'attesa delle elezioni di domenica in Grecia. A Londra il Ftse 100 scende dello 0,31%. Milano positiva con il Ftse Mib che cresce dell'1,47% (grazie agli acquisti su titoli bancari con Bpm, Unicredit, Mediolanum, Bper e Banco popolare). Il Dax di Francoforte arretra dello 0,23%, mentre il Cac 40 di Parigi segna +0,08%. Bene anche Madrid +1,22% e vola Atene +12,55%. ©RIPRODUZIONE RISERVATA