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di Anna Ghezzi wSAN GENESIO «Quel subappalto è irregolare, i lavoratori nel cantiere non sono iscritti alla cassa edile e risultano in trasferta dalla Romania. Ma i contratti rumeni, in Italia, non sono riconosciuti». Inizia così, con un'ispezione dei sindacalisti del Feneal Uil in un cantiere di San Genesio il contenzioso tra la Barni Due, ditta immobiliare di San Genesio, e il sindacato, citato in giudizio lunedì in Tribunale a Pavia: «Abbiamo riscontrato irregolarità – riprende il sindacalista –, la ditta ha cercato di dimostrare che era tutto regolare. Salvo poi revocare il subappalto, scaricare ogni responsabilità sull'impresa subappaltatrice e citarci in giudizio per aver minacciato di inserirla nel registro delle imprese irregolari». Finire in quel registro, infatti, significa non poter più lavorare con la pubblica amministrazione. La Barni Due ha lo stesso centralino, la stessa sede, lo stesso rappresentante legale della Edil Cile, storica ditta di San Genesio che ha firmato l'altro giorno la cassa integrazione straordinaria per tutti e 75 i dipendenti per 12 mesi causa crisi. «È un meccanismo comune in questi tempi – afferma Succi – una ditta va in crisi, ne apre un'altra e lavora. Con il settore in sofferenza, stiamo assistendo all'esplosione del lavoro irregolare. Come in questo caso: si subappaltano lavori a società che portano qui lavoratori in distacco dalla Romania. E applicano condizioni contrattuali rumene, salari che sono la metà di quelli italiani. È concorrenza sleale, la normativa impone che in questi casi si applichino le condizioni contrattuali italiane, che i lavoratori siano iscritti alla Cassa edile della provincia in cui lavorano». Nel cantiere al centro delle polemiche l'immobiliare sta costruendo sette villette di pregio, spiegano al Feneal: «Il 18 aprile due nostri addetti fanno un controllo, trovano tre operai dell'impresa Ulesan di Garlasco non iscritti alla Cassa edile di Pavia. I due, rumeni, avevano un cartellino con la dicitura "in distacco". Il giorno seguente Cassa edile invia la segnalazione di irregolarità a Ulesan e Barni Due, ma il loro consulente ci informa che Ulesan è regolarmente iscritta alla Cassa edile italiana, Cenai. Che però non è riconosciuta. non può rilasciare certificati di regolarità contributiva. Barni Due ribadisce che la documentazione è regolare». La Cassa edile richiede allora al Comune la sospensione del "titolo abilitativo" a costruire. Immediata la reazione dell'immobiliare, che diffida sindacato e Comune. «Il 5 giugno – prosegue Succi – la Cassa Edile tramite gli avvocati ha confermato la richiesta di sospensione e l'11 giugno al Comune è arriva una raccomandata dall'immobiliare. Che ha cacciato la Ulesan aal cantiere perché irregolare, e chiede di essere sollevata da ogni responsabilità». Lunedì appuntamento in tribunale. ©RIPRODUZIONE RISERVATA