Landriano, bimbi bocciati. «Fate chiarezza»

LANDRIANO Scatena un mare di polemiche la bocciatura di tre bimbi nella prima elementare di Landriano. «Il provveditorato e il ministero devono fare chiarezza», chiede l'Associazione genitori scuole cattoliche. «La decisione degli insegnanti ci lascia perplessi», commenta infatti il presidente Roberto Gontero. «Questa notizia deve indurre tutto il mondo della scuola a un'attenta riflessione», sottolinea invece Francesca Puglisi, responsabile scuola del Partito democratico. Ma per ora dal ministero dell'istruzione non è partita alcuna ispezione nella scuola di Landriano. A norma di legge, infatti, la bocciatura sarebbe possibile. «Anche se di norma nel primo ciclo il giudizio è previsto al terzo anno – spiegano infatti fonti del ministero – in casi eccezionali è possibile bocciare un ragazzo anche in prima elementare». La dirigente dell'istituto, Domenica Crea Foti, ha tenuto a precisare che i tre alunni bocciati (che insieme ad altri 3 della stessa classe erano seguiti da una logopedista) sono stati respinti perché non avevano raggiunto «i traguardi contenuti nelle indicazioni del curriculum formativo». Pronta la replica dei genitori, secondo i quali i loro figli non hanno problemi di aggressività o ritardi particolari. La logopedista, a loro dire, avrebbe infatti solo suggerito di dargli compiti diversi, ma portando avanti il programma del resto della classe. A rimanere perplessi davanti alla decisione delle maestre di Landriano intanto sono in molti. «E' necessario ricostruire un clima di dialogo fra genitori e insegnanti, per garantire ai tre bambini di incontrare un'esperienza positiva, connotata da una continuità fra ciò che vivono in famiglia e a scuola – commenta infatti Roberto Gontero, presidente di AGeSC –. Ci auguriamo che la situazione di Landriano possa evolvere in forma costruttiva, permettendo agli alunni di conseguire gli obiettivi scolastici prefissati». Anche il mondo politico prende posizione sulla vicenda. «Vogliamo ricordare alle intrepide dirigenti scolastiche degli istituti di Pontremoli (dove i bimbi bocciati sono stati cinque, ndr) e Landriano, che gli obiettivi di apprendimento vanno traguardati in quinta elementare – sottolinea Francesca Puglisi, responsabile scuola del Pd –. E' inaccettabile che i più piccoli e i più deboli vengano umiliati da un'esclusione precoce, che lascia ferite profonde». (g.con.)