Bandi truccati, 28 indagati Bufera sanità sul Pirellone

MILANO Una raffica di perquisizioni e almeno ventotto indagati tra i quali il direttore generale della Sanità lombarda, Carlo Lucchina, accusato di turbativa d'asta, e i direttori generali di quattro ospedali. Non c'è pace per la Regione Lombardia del Governatore Formigoni. Il nuovo ciclone giudiziario che ha investito il Pirellone riguarda presunte irregolarità nell'assegnazione progetti di sperimentazione clinica. In particolare sono in corso accertamenti su tre progetti - due ancora in corso di assegnazione, uno già deliberato - relativi a forniture di apparecchiature ad alta tecnologia per l'home care, gli ecoscopi e l'emodinamica. Gli stanziamenti in gioco con i tre bandi «preconfezionati» ammonterebbero a diversi milioni di euro (meno di 10): da qui secondo le numerose perquisizioni eseguite ieri da settanta militari dei Nuclei di polizia valutaria e tributaria della Gdf al Niguarda di Milano e negli ospedali di Saronno, Busto Arsizio e Lecco i cui direttori generali Pasquale Cannatelli, Armando Gozzini e Ambrogio Bertoglio risultano indagati. I militari si sono presentati anche negli uffici regionali dell'assessorato alla Sanità (quelli di Lucchina). Ingente la mole dei documenti sequestrati. L'inchiesta condotta dal procuratore aggiunto Francesco Greco e dal sostituto Carlo Nocerino ipotizza l'esistenza di una vera e propria associazione a delinquere finalizzata a pilotare le assegnazioni e tra i reati contestati, oltre alla turbativa d'asta, ci sono anche la rivelazione di segreti d'ufficio e il peculato. Lucchina, non appena ricevuto l'avviso di garanzia, ha subito dato le dimissioni dalla commissione nazionale del farmaco con fax al ministro Renato Balduzzi che lo aveva nominato e che ha detto di essere in cerca di un sostituto «con le stesse competenze tecniche». Ma se il passo di Lucchina toglie il Governo dall' imbarazzo, al Pirellone semicommissariato lo scontro politico si fa sempre più acceso. «Formigoni continua a parlare di eccellenza ma i fatti dicono altro», commenta il consigliere regionale del Pd, Alessandro Alfieri. «La Regione non ha un sistema adeguato con meccanismi di controllo per escludere margini eccesivi di discrezionalità nell'assegnazione delle risorse. Seguiamo l'inchiesta con preoccupazione», ha aggiunto l'esponente democratico mentre la Cgil regionale invita il governatore a fare i bagagli: «La giunta Formigoni è arrivata al capolinea».