Senza Titolo

di Valentino Beccari wINVIATO A POZNAN (Pol) Stavolta nessun sonnellino. La vigilia con la Croazia non si concilia con la "pennichella" . Cesare Prandelli ha il volto più tirato rispetto al sabato del villaggio prima della Spagna. Sembrava la quiete prima della tempesta e invece è stata una bella domenica di inizio estate. Il ct aveva dormito un'ora. Un sonno pesante per nulla turbato dagli spettri di Iniesta e Xavi. Ma adesso no. È pensieroso il ct azzurro. La Croazia fa paura perché oggi si deve vincere, perché il secondo confronto del girone è storicamente il crocevia tra la qualificazione e l'eliminazione, perchè le "cassanate" hanno un po' destabilizzato l'armonia dello spogliatoio, perché deve scegliere: Mario Balotelli o Totò Di Natale? «È vero ci sto pensando – esordisce l'allenatore di Orzinuovi – valuterò fino all'ultimo se fare dei cambiamenti. Non voglio concedere dei vantaggi all'avversario e intendo prendermi tutto il tempo prima di decidere». Le quotazioni di borsa danno Di Natale in rialzo? «Posso dire che i miei dubbi riguardano un solo uomo. Totò è uno fra i pochi giocatori italiani a dare profondità al gioco, però ha dimostrato di entrare a partita in corso e fare gol dopo due minuti. Ecco, tutti i miei giocatori devono essere fisicamente e mentalmente preparati per giocare». Allora l'attaccante dell'Udinese in pole rispetto a quello del Manchester City? «Non voglio dire di più. Balotelli però l'ho visto più concentrato del solito». Il modulo resta il 3-5-2 brevettato a Danzica? «In questo periodo abbiamo provato due soluzioni di gioco e possiamo adattarle al tipo di avversario. L'importante è essere sempre in partita. Una cosa è certa: anche contro la Croazia giocheranno 14 calciatori e anche un cambio a sette minuti dalla fine può essere determinante». Psicologicamente è più difficile preparare la partita con la Croazia rispetto a quella contro i campioni del mondo? «Contro la Spagna le motivazioni sono istintive, ma ho subito detto ai miei giocatori che non dobbiamo sottovalutare nessun avversario perché qui c'è l'eccellenza del calcio europeo». Insomma, nessun calciatore si è dovuto distendere sul lettino dello psicanalista? «Non parlo con i giocatori ogni cinque minuti, ma anche l'aspetto psicologico si consolida con il lavoro sul campo. Se noi siamo consapevoli di esserci preparati bene non abbiamo bisogno di stimoli». Però Cassano quelle affermazioni sui gay... «Sul piano delle polemiche non ci siamo fatti mancare nulla, ma parliamo di calcio. Non ho problemi ad affrontare l'argomento ma non alla vigilia di un match così delicato». Il Cassano "picconatore" fa discutere. E quello calciatore? «Con la Spagna ha fatto bene: si è proposto, ha cercato la profondità, è anche andato vicino al gol. L'ora che ha giocato l'ha fatta molto bene. È al 70 per cento della condizione, ma una percentuale così in tre partite è davvero tanta roba». La Croazia non è la Spagna, però contro l'Irlanda ha fatto una bella impressione. «Non mi ha assolutamente sorpreso. È una formazione molto fisica, ma soprattutto si differenzia rispetto alle altre squadre per la duttilità tattica». Insomma, un avversario camaleontico. «Sì, sa adattarsi alle varie situazioni e sa cambiare l'atteggiamento anche a partita in corso. Eppoi è molto fisica: ha gambe e centimetri e varie soluzioni soprattutto in fase offensiva». Ha studiato ovviamente le contromisure. «Dobbiamo essere bravi a saper leggere le situazioni di gioco e a restare concentrati per novanta minuti perché basta una distrazione e ti puniscono». Però dovrà essere l'Italia a fare la partita o è meglio stare un po' alla finestra come contro la Spagna? «Ovviamente la partita contro i croati la faremo noi, ma con grande lucidità. Conosciamo l'avversario, è da mesi che lo studiamo e non ci faremo sorprendere». Il ct Slaven Bilic suona il rock come chitarrista in una band, ma il suo riff di chitarra si sente anche per come prepara le partite: ha detto che Modric è più forte di Pirlo. «Sicuramente Luka Modric è un ottimo giocatore, ma per arrivare ai livelli di Andrea Pirlo deve vincere qualcosa perché il valore di un calciatore si costruisce anche con la carriera e le vittorie». Ha il volto più tirato del solito il ct. Sarà forse per il sonnellino saltato, sarà per l'uscita d'avanspettacolo di Antonio Cassano, sarà perché la Croazia fa paura, sarà perché la seconda partita di un torneo è sempre la più difficile. Era così anche qualche anno fa al torneo parrocchiale, sul campo in terra dell'oratorio di Orzinuovi. ©RIPRODUZIONE RISERVATA