Pirlo: tranquilli, la nostra è una squadra di carattere

di Alessandro Bernini wINVIATO A POZNAN (Pol) Andrea Pirlo, ma lo sa cosa ha detto il ct croato Bilic? «No, che cosa?». Che Modric è più forte di lei? «Ah sì?» Testuale. «Be', è un suo giocatore». Dica la verità, ha un po' esagerato. «Questo non posso dirlo. Anzi, già che ci sono faccio i complimenti a Modric». E i complimenti a Pirlo? Qualcuno sostiene che lei sposta gli equilibri più adesso che non un paio d'anni fa. «Difficile da dire. Gioco da una vita, non mi sono mai messo a fare confronti tra il presente e il passato». A proposito di passato. Lei a inizio campionato era stato un mago. «Per lo scudetto della Juventus?». Esatto. Aveva detto: questa Juve può vincere il campionato. Riproviamoci: ora che sensazione ha della nazionale? «Molto positiva. Dopo la prima partita ci sentiamo consapevoli della nostra forza. Questa squadra sicuramente andrà avanti». Ottimista. «Sì, molto. Ora ci serve una grande partita con la Croazia. Possiamo farla». Lei ha vissuto gli ultimi tre Europei da protagonista. Proviamo a trovare un filo conduttore. Partiamo dal 2004, con l'Italia fuori al primo turno. «Quella era una squadra nuova e con tanti giovani interessanti. Non andò bene, eppure davanti avevamo grandi attaccanti come Vieri, Del Piero e Totti». Poi nel 2008 andiamo fuori ai quarti ai rigori con la Spagna. «Venivamo da una vittoria al Mondiale, il gruppo era ottimo. Solo la sfortuna ci ha fatto fuori da un Europeo che potevamo vincere». Ed eccoci al 2012. «Vedo una squadra con grande voglia, grande carattere, che sa quello che vuole. Sono convinto che daremo grandi soddisfazioni ai nostri tifosi». La capacità di trovare la profondità da parte di Di Natale esalta le caratteristiche di Pirlo. D'accordo? «Totò è bravissimo, ma anche Mario sa cercare la profondità. Non faccio differenze tra i nostri attaccanti». Balotelli era considerato un valore aggiunto, qualcuno adesso lo definisce già un peso. «Un peso? Non capisco il perché. Mario ha grandi potenzialità, ci darà una mano». Ma Pirlo si trova meglio con De Rossi dietro? «Daniele sa coprire due ruoli, è una risorsa in più». Ok, e quindi? «E quindi possiamo iniziare l'azione da dietro aggiungendo qualità, visto che lui ha piedi buoni». Contro la Spagna lei è rimasto spesso basso. Una volta è partito e ha sfornato l'assist a Di Natale. «La mia posizione dipende dalle partite e da cosa vogliamo proporre. Non sono stanco, la lunga stagione con la Juventus non mi sta creando problemi». E le parole di Cassano e il caso-gay vi creano problemi? «Via, parliamo di calcio e pensiamo alla Croazia». ©RIPRODUZIONE RISERVATA