Tarots, la magia dell'immagine
BELGIOIOSO Le origini dei Tarocchi si perdono nella leggenda: sono un tipo di carte in apparenza da gioco, originatosi tra la fine del Medioevo e il Rinascimento nelle corti signorili di Bologna, Ferrara e Milano. È certo che i Tarocchi siano uno dei simboli più popolari del rapporto esoterico con la comprensione dell'autentico e dell'origine, e oggi l'artista ligure Alessio Delfino (Savona, classe 1976) prova a dimostrarlo: attraverso accattivanti scatti fotografici, ripropone in chiave contemporanea i 22 Arcani Maggiori, che ricrea e immortala in set curati nei minimi dettagli nella mostra "Tarots", protagonista dal 18 al 23 giugno nel Parco del castello di Belgioioso, in occasione dell'ottava edizione del Belgioioso Festival. Delfino sviluppa una propria fotografia relazionale, alimentata dal rapporto tra l'artista e la musa, che vede le donne proporsi al fotografo con il chiaro intento di interpretare la carta da loro stesse scelta. L'Imperatrice è il motore di questo procedere, la prima carta realizzata, poi vengono il Sole, il Diavolo e tutte e altre. L'artista crea i suoi set in modo maniacale, studiando tutti i dettagli e truccando i personaggi per ore al fine di renderli statuari, attutendo l'erotismo della scena ed esaltando la personalità del protagonista della carta. Il gusto vintage gli permette di dare un'idea d'immagine "senza tempo", spostata in un passato che può essere remoto ma anche recente o eternamente presente. L'uso di photoshop in post produzione è bandito. L'artista utilizza soltanto le funzioni di preparazione della stampa, che si fanno anche analogicamente. «Il fotoritocco – spiega – sarebbe la negazione di un lavoro che ama il dettaglio, l'imperfezione minuta della pelle, quella ruga nascosta che dà sostanza reale all'immagine». L'improvvisazione e il foto-ritocco sono due elementi estranei all'opera di Delfino, che ama avvicinarsi per gradi, per tentativi all'immagine ideale. "Mi fermo quando esce fuori l'energia, che chiedo all'immagine poiché la composizione ce l'ho in mente prima dello scatto». La mostra è aperta fino al 23 giugno, ingresso gratuito, orario continuato. Per informazioni, tel. 0382 978456. (c. arg.)