Inchiesta doping, bufera su cicloamatori
Furto in un'abitazione di via Poligogna, a Mirabello. I ladri hanno preso di mira quella di Ivan Lanfranchi e sono fuggiti con alcuni oggetti preziosi. Il colpo è stato denunciato negli uffici della questura. Gli agenti della squadra volante hanno aperto un'inchiesta ma, per il momento, non ci sono tracce dei responsabili. I ladri sono entrati in azione di mattina quando il padrone di casa era appena uscito. Hanno rovistato da tutte le parti e hanno trovato gli oggetti preziosi. Poi si sono allontanati senza lasciare tracce. Il proprietario ha dato l'allarme. di Adriano Agatti wPAVIA Quattro indagati e sequestro di alcune confezioni di Epo. E' un primo bilancio dell'inchiesta sul doping, che ha coinvolto alcuni ciclisti amatoriali pavesi, condotta dagli agenti della squadra mobile di Pavia. Confezioni di Epo ma non solo. Gli investigatori della polizia hanno anche recuperato una discreta quantità di un'altra sostanza «proibita» usata per migliorare notevolmente le prestazioni sportive. Complessivamente sono indagati quattro ciclisti amatoriali, tre abitano a Pavia e nel Pavese, l'ultimo a Rottofreno in provincia di Piacenza. Atleti che hanno ottenuto buoni risultati nelle categorie amatoriali. Il piacentino si è anche piazzato ai primi posti del campionato nazionale di categoria. Gli indagati sono Alberto R., 50 anni, un grande appassionato di corse ciclistiche amatoriali che è anche titolare di un negozio a Pavia. Gli agenti della squadra mobile gli hanno perquisito l'abitazione di Bressana Bottarone dove sarebbero stato trovate sostanze «proibite». Indagato anche Fabio F., residente in provincia di Piacenza, un ciclista amatoriale di ottimo livello. E' coinvolto nel giro del doping ma nella sua abitazione e nel suo negozio di Piacenza non sono state trovate sostanze proibite. Gli ultimi due indagati sono Marco A. (nella sua abitazione pavese è stato trovato testosterone) e Maurizio M. Nell'abitazione di quest'ultimo, comunque, non sono state trovate sostanze legate al doping. L'inchiesta della squadra mobile non è affatto conclusa. Anzi promette sviluppi ancora più clamorosi nelle prossime settimane. Il «giro» sarebbe infatti molto più esteso rispetto a quello che è stato scoperto nella prima parte dell'inchiesta. I poliziotti, coordinati dal sostituto procuratore della repubblica di Pavia Paolo Mazza, stanno cercando di scoprire chi riforniva i ciclisti pavesi di sostanze proibite. Sostanze che, tra l'altro, potrebbero avere effetti devastanti sulla loro salute. Gli investigatori sospettano l'esistenza di alcuni «rifornitori» che avrebbero venduto l'Epo e altre sostanze proibite. L'Epo o Eritropoietina è un ormone prodotto dai reni e, in misura minore, dal fegato. Stimola la produzione di globuli rossi. E' stata sintetizzata con tecniche di ingegneria genetica negli anni 80 che ne ha permesso l'utilizzo su larga scala portando al superamento della pratica di autotrasfusione del sangue. Una sostanza che viene usata impropriamente anche da atleti professionisti per migliorare le prestazioni sportive. L'uso è dannoso per la salute. L'inchiesta della squadra mobile è la prima condotta in grande stile in provincia sul tema del doping sportivo. L'uso di sostanze proibite, soprattutto nelle corse ciclistiche, sembra sia in notevole aumento.