Fornero contro l'Inps ma resta sola

di Nicola Corda wROMA «Se l'Inps fosse privato, i vertici sarebbero da riconsiderare». All'indomani della cifra boom sugli esodati, il siluro del ministro Fornero contro l'Istituto di previdenza parte all'ora di pranzo e fa un gran rumore perché la guerra non è solo di numeri. Critiche dai partiti, dai sindacati e invece un gran silenzio da Palazzo Chigi che non offre nessuna sponda al ministro nella sua personale contesa con l'Inps. Il caso è quello della stima diffusa due giorni fa: senza lavoro e senza pensione una platea di quasi 400 mila persone interessate, mentre sono solo 65 mila quelli per i quali il governo ha trovato una copertura. «Siamo nel pubblico e le leggi vanno rispettate», è l'attacco del ministro. In parole più semplici vuol dire che sarebbe licenziato chi diffonde «documenti parziali e non spiegati» perché «il governo su questa vicenda ha promesso serietà ma c'è chi preferisce il gioco al massacro». Dai piani alti dell'Inps nessun commento: chiamati a rapporto il presidente Antonio Mastrapasqua e il direttore generale dell'Istituto Luigi Nori, hanno fornito una versione che non ha convinto il ministro per il quale la diffusione di quei dati allarmanti è frutto di «un gesto irresponsabile», tutt'altro che neutro e con l'esplicita intenzione di «danneggiare il governo». Accuse gravissime ma Mastrapasqua non fa una piega all'attacco partito dal titolare del welfare e dai rispettivi staff fanno sapere di «non avere nessuna intenzione di rimettere il mandato». Le indiscrezioni raccontano di un Monti imbarazzato sul duello ingaggiato da Elsa Fornero con l'Inps, e la sintesi la dà il ministro Giarda che interpellato dai cronisti sulla vicenda, si tappa la bocca. Tra i due si sa che non ci sono buoni rapporti ma il gesto la dice lunga sul fatto che il governo non si schiera, lasciandola sola. Il fuoco di fila arriva poi dal fronte sindacale. «Ora serve una norma generale che dia certezza a tutti i lavoratori che si trovano in quella condizione - è la richiesta perentoria di Susanna Camusso - e in assenza di risposte, siamo pronti allo sciopero». Per il segretario della Cgil, tuttavia, dalla vicenda emerge una gestione poco trasparente dell'istituto. Fiducia nei vertici Inps invece dalla Cisl: dietro le cifre contestate «ci sono persone in carne e ossa, il governo ci convochi perché va trovata una soluzione», la richiesta di Bonanni. I partiti non sono meno teneri con Fornero. «Non si può liquidare come un errore tecnico, un documento ufficiale dell'Inps» commenta il segretario del Pdl Alfano che tralascia le accuse più gravi e suggerisce di risolvere la questione degli esodati con lo strumento del disegno di legge sulla riforma del lavoro, appena approdato alla Camera. Non fa sconti neppure Casini per il quale il «tempo è scaduto e serve chiarezza» mentre Di Pietro accusa il ministro di «dare i numeri, e dunque deve essere sfiduciata». Anche la Lega la invita «a lasciare a qualcuno più competente la soluzione del problema». Il Pd insiste affinché il governo riferisca in Parlamento e Rosy Bindi non risparmia critiche al comportamento del ministro: «Il suo compito è vigilare sull'Inps e fornire dati certi, non minacciare i vertici dell'istituto». Più duro l'ex ministro Damiano che accusa il ministero «di aver sorvolato sui veri numeri conosciuti ancora prima del varo del decreto» che prevede la tutela per 65 mila lavoratori interessati dalla riforma delle pensioni. ©RIPRODUZIONE RISERVATA