Il Trap e quei fischietti di traverso

dall'inviato wPOZNAN (Pol) Altro che acqua santa, il povero Giovanni Trapattoni deve ricorrere a qualche macumba per evitare le congiure che il destino ma soprattutto gli arbitri gli riservano. L'ultima in ordine di tempo si è materializzata a Poznan dove il signor Bjorn Kuipers, distinto funzionario di banca di Eindhoven concede ai croati un gol in nettissima posizione di fuorigioco. È la rete del 2 a 1, quella firmata da Jevalic che dà il "la" al successo dei croati. Una lunga maledizione insegue l'allenatore di Cusano Milanino. La tradizione è stata inaugurata da Byron Moreno, il fischietto ecuadoregno che ai Mondiali del 2002 agevolò il successo della Corea del Sud nei quarti di finale sull'Italia espellendo Francesco Totti ingiustamente e annullando un gol regolare a Damiano Tommasi. Due anni più tardi agli Europei del Portogallo, Danimarca e Svezia si accordano per il pareggio. Il "biscotto" elimina l'Italia e il buon "Trap" invoca un'inchiesta da parte della Uefa che però non arriverà mai. Ma il torto più grave prende forma nello spareggio per la qualificazione ai Mondiali del Sudafrica del 2010: a Parigi passa la Francia solo grazie a un gol di Gallas propiziato da una mano in mondovisione di Thierry Henry che tocca vistosamente la sfera destinata a uscire. Insomma, fallo intenzionale, doloso e senza l'attenuante di essere Maradona e quindi aiutato da Dio. Poi ecco il fuorigioco di Poznan. Davvero troppo per un allenatore di 73 anni che ha fatto il giro del mondo a bordo del pallone e che non ne può più di essere perseguitato dagli arbitri. «Adesso basta, sono davvero stufo – afferma il ct dell'Irlanda nel commentare la partita con la Croazia – ho visto attentamente le immagini della partita e non ho constatato una netta superiorità dei croati. Piuttosto è sotto gli occhi di tutti che la rete del 2-1 era palesemente in fuorigioco e inoltre ci è stato negato un rigore grande come una casa su Robbie Keane». Trapattoni non è tipo che si abbatte facilmente e da Monaco a Salisburgo, da Torino a Cagliari ha sempre lottato, che si trattasse di vincere il campionato o di salvarsi. Certo, la Spagna fa paura ma il "Trap" ha i capelli troppo bianchi per non dormire la notte. «Alla mia età non può essere una partita a crearmi ansia. Ovviamente la Spagna è la squadra campione del mondo, va rispettata ma possiamo giocarci le nostre possibilità. Ovviamente non possiamo metterla sul piano del palleggio anche se a loro manca un certo Lionel Messi che fa la differenza anche se credo che contro di noi giocheranno con Fernando Torres prima punta. Niente è scontato: ricordiamoci di come è finita la finale di Champions tra il Bayern Monaco e il Chelsea». Insomma, mai dire gatto...(v.b.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA