Barzagli recuperato Il ct ritrova fiducia

di Alessando Bernini wINVIATO A CRACOVIA (Pol) È tornato in albergo con un sorriso largo come le sue spalle. Niente biglietto aereo di ritorno, Andrea Barzagli resta con la Nazionale e l'obiettivo diventa giocare da titolare il 18 contro l'Irlanda. Un sospiro di sollievo per Cesare Prandelli, che ha già rivoluzionato abbastanza la sua Nazionale e ritrova almeno una piccola certezza. Barzagli sì, Astori no. Ieri mattina gli esami, poi un faccia a faccia tra il medico Enrico Castellacci e il ct Cesare Prandelli, nel pomeriggio la decisione. «La risonanza magnetica ha evidenziato sensibili miglioramenti al polpaccio del giocatore – ha spiegato Castellacci – e anche la visita ha dato gli stessi segnali. Perciò abbiamo deciso di tenerlo: per le prime due partite non è disponibile, anche se per gli infortuni non si possono mai avere certezze assolute, si tenterà il recupero per la terza. C'è un discreto ottimismo». E così Davide Astori, che aveva preso un volo da Miami interrompendo le vacanze, saluterà il gruppo e si imbarcherà di nuovo verso gli Usa. Le scelte di Prandelli. Il recupero di Barzagli (sulla carta il centrale perfetto per la difesa a tre) spinge ancora di più Prandelli verso il 3-5-2. Tra allenamenti blindati e sedi spostate (anche nel pomeriggio squadra al lavoro al campetto fuori dell'albergo e non allo stadio), qualcosa si è comunque intravisto. Il ct nel galoppo della mattina ha schierato con le pettorine gialle un 4-3-1-2 con Salvatore Sirigu in porta, Christian Maggio, Leonardo Bonucci, Giorgio Chiellini e Federico Balzaretti in difesa, a centrocampo Thiago Motta, Antonio Nocerino e Claudio Marchisio, con Alessandro Diamanti dietro e Sebastian Giovinco e Antonio Di Natale. Con le pettorine blu insolito 3-4-3 (che però si trasformava anche in 3-5-2) con Gianluigi Buffon in porta, trio difensivo con Astori, Daniele De Rossi e Angelo Ogbonna, a centrocampo Ignazio Abate, Andrea Pirlo e Riccardo Montolivo e Emanuele Giaccherini, attacco con Fabio Borini, Antonio Cassano e Mario Balotelli. Si dirà: come mai provata la difesa a 4? Semplice, perché questo è il modulo della Spagna e dunque bisogna abituare Cassano e Balotelli ad attaccare un dispositivo del genere. Domani contro la Spagna vedremo il 3-5-2 con Bonucci in difesa (favorito su Ogbonna), esterni Maggio e Giaccherini (che ha superato Balzaretti), mentre a centrocampo Thiago Motta ha più chance di Nocerino. Poi in attacco Cassano e Balotelli, con Di Natale pronto a entrare in corsa. La rivoluzione. Certo che a guardare questo schieramento, viene da pensare molto. Il 14 giugno 2010, l'Italia di Marcello Lippi esordisce (male) al Mondiale in Sudafrica contro il Paraguay: finisce 1-1, ci salva nel secondo tempo De Rossi dopo il vantaggio di Antolin Alcaraz. 10 giugno 2012, l'Italia di Prandelli debutta contro la Spagna all'Europeo e nel giro di appena 24 mesi abbiamo fatto fuori addirittura 7 titolari di cui 6 neanche convocati ovvero Gianluca Zambrotta, Fabio Cannavaro, Domenico Criscito (per altri motivi), Simone Pepe, Alberto Gilardino e Vincenzo Iaquinta, mentre Montolivo è in panchina. Gli unici superstiti sono Buffon, Chiellini, De Rossi e Marchisio. Forse è la vera dimostrazione che l'Italia di Lippi del 2010 aveva troppi giocatori convocati più per debito di riconoscenza che non per reali meriti. Prandelli ha tirato una riga e ricostruito. Ora vedremo se è stato un buon architetto. Rabbia Criscito. Intanto il difensore dello Zenit non perde occasione per lanciare freccette avvelenate alla Figc. «Se l'avviso di garanzia fosse arrivato anche a Bonucci – ha tuonato – si sarebbero comportati in altro modo. È comunque sbagliato: avviso di garanzia non vuol dire essere colpevoli, sia io che Bonucci meritavamo la nazionale». Petrucci e Albertini. Domani pomeriggio a Danzica sarà in tribuna anche il presidente del Coni, Gianni Petrucci: «Io credo nell'Italia. Dobbiamo essere grati alla Federazione perché ci ha regalato quattro mondiali. Dove possiamo arrivare non lo so: ogni volta che si parte c'è un problema, stavolta è lo scandalo scommesse, ma io ho fiducia nella Nazionale perché è un'ottima squadra con un ct che sa il fatto suo». Un po' di fiducia ha provato a spargerla anche il vice presidente federale Demetrio Albertini: «La Spagna contro di noi dovrà correre, e non è abituata». Ottimista, non c'è che dire. ©RIPRODUZIONE RISERVATA