Da Finale Emilia a Ferrara «Rischio di nuove scosse»

ROMA Prevedere i terremoti, per ora, è fantascienza. Tuttavia, sulla base della conoscenza delle faglie e delle scosse che si sono succedute dal 20 maggio in poi in Emilia, è possibile che ulteriori eventi possano accadere tra Finale e Ferrara, con terremoti di entità paragonabile ai maggiori registrati nella sequenza di queste settimane. È il parere della Commissione Grandi rischi. Sulla base di questi orientamenti, ha detto il premier Mario Monti, «abbiamo predisposto una intensificazione di tutte le attività di prevenzione». Non c'è tranquillità dunque, per la zona colpita dalla doppia scossa del 20 e del 29 maggio (rispettivamente magnitudo 6.1 e 5.8) e Palazzo Chigi vuole chiarezza. Soprattutto dopo il precedente dell'Aquila. In quel caso - è il 2009 - ci fu una lunga serie di scosse di entità media e bassa nelle settimane che precedettero quella distruttiva del 6 aprile che fece 309 morti; pochi giorni prima, il 31 marzo, all'Aquila si era riunita la Commissione Grandi rischi senza dare allarmi specifici e per questo l'organismo è ora sotto processo. Il Governo ha fatto quindi un esame approfondito della situazione, insieme al presidente della Emilia Romagna, Vasco Errani, al capo Dipartimento della Protezione civile, Franco Gabrielli e agli esponenti della commissione Grandi rischi, presieduta da Luciano Maiani. «Non esistono oggi - ha premesso Monti - metodi scientifici di previsione di terremoti a breve periodo, ma la conoscenza del sottosuolo, le faglie e gli eventi succedutisi dal 20 maggio in poi permettono di formulare alcuni orientamenti, alla luce dei quali abbiamo predisposto una intensificazione di tutte le attività». Gabrielli, da parte sua, ha garantito che nei prossimi giorni si accelereranno le verifiche e la messa in sicurezza di edifici pubblici e privati in Emilia Romagna. Intanto, secondo la relazione della Commissione grandi rischi«è significativa la probabilità che si attivi il segmento compreso tra Finale Emilia e Ferrara con eventi paragonabili ai maggiori registrati nella sequenza». Inoltre, prosegue la commissione, «non si può escludere l'eventualità che, pur con minore probabilità, l'attività sismica di estenda in aree limitrofe a quella già attivata sino ad ora». Critico l'ex presidente dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), Enzo Boschi. «Non mi risulta infatti che sia possibile fare previsioni dei terremoti». Infuriati per le rivelazioni del rapporto dei tecnici del governo, i sindaci delle zone già colpite dal sisma. Fernando Ferioli, sindaco di Finale Emilia, minaccia di «presentare una denuncia per procurato allarme». Mentre il primo cittadino di Ferrara, Tiziano Tagliani, invita i propri cittadini alla calma e li esorta a continuare a lavorare ed a recarsi in ufficio come ogni giorno. Preoccupato invece il sindaco di Cento, Piero Lodi: «Io ad oggi cosa dovrei fare, che devo aprire i centri estivi per i bambini? È quasi ovvio che non si deve assolutamente sottovalutare nulla, ma occorre dare risposte per far ripartire tutto e accelerare le verifiche».