Binasco, dossier di Libera alla Guardia di Finanza
di Giovanni Scarpa wBINASCO Cinque o sei famiglie con forti legami con la 'ndrangheta e la camorra, un intreccio di interessi che va dall'edilizia al commercio, dagli appalti alle banche. Con un equilibrio sempre precario fra i capi locali. A volte mediato da insospettabili colletti bianchi. Questo ed altro è contenuto in un rapporto consegnato al comando provinciale della Guardia di Finanza di Milano dall'associazione territoriale di Libera, il movimento contro le mafie che di recente ha aperto una sede anche nel Sud Milano. Il movimento ha raccolto un dossier che racconta intrecci e collegamenti non solo (anche se soprattutto) a Binasco ma pure nei paesi vicini. Ci sono nomi, cognomi, società, attività commerciali, storie di intimidazioni. Una ricostruzione minuziosa e dettagliata che ora è al vaglio dell'attività investigativa delle Fiamme gialle del capoluogo lombardo. Il rapporto ricostruisce il recente passato di una parte del tessuto economico cittadino, a partire da metà degli anni Ottanta. Dall'arrivo in paese di personaggi che sarebbero legati alla criminalità organizzata campana e calabrese che iniziano in sordina con una singola impresa (commercio ed edilizia i settori più coinvolti secondo l'informativa di Libera) che poco a poco estendono e diversificano le attività. «In breve tempo questi personaggi sono riusciti a creare una rete commerciale con legami soprattutto con Milano e l'hinterland». Ma è a Binasco e dintorni che le famiglie riescono, poco a poco, a mettere in piedi un piccolo impero economico. E quando ormai si hanno i soldi, si aprono anche i cosiddetti santuari dell'economica e della politica. Il rapporto di Libera parla esplicitamente anche di «crediti per operazioni mobiliari, finanziamenti dati ad imprese anche nella provincia di Pavia». Si aprono bar, negozi, imprese che vengono gestite direttamente o indirettamente. Si punta sempre più in alto, «svariando in tutti i settori delle attività economiche», anche di istituti di credito: «Nuovi sportelli vengono aperti a Sud di Milano, in particolare Corsico, Trezzano e Buccinasco nonostante la zona sia già servita da molte banche». Libera segnala poi due grossi affari a Binasco sui quali la criminalità avrebbe messo gli occhi da anni: l'area della stazione dei bus e quella ex Socimi. A proposito di quest'ultima, l'episodio più inquietante: «Vengono presentate offerte di acquisto. Vince una società di Rozzano, rinconducibile ad un imprenditore irreprensibile. Appena depositata la cauzione, l'uomo viene seguito da una moto e costretto a fermare la sua auto sulla statale dei Giovi. Il motociclista senza togliersi il casco, lo ringrazia anticipatamente "per la rinuncia all'acquisto dell'area Atm"». L'imprenditore capisce il "messaggio". E rinuncia all'affare.