Scontro in aula, slitta l'anticorruzione
di Fiammetta Cupellaro wROMA Slitta di cinque giorni, a martedì prossimo, l'approvazione del Ddl anticorruzione all'esame della Camera, dopo l'ennesima sospensione dei lavori. L'obiettivo è di trovare un accordo in Comitato ristretto sul «nodo» delle norme penali e l'incandidabilità dei condannati. Al momento, sembra siano stati inutili gli sforzi di mediazione messi in campo sia dal ministro della Giustizia Paola Severino che dal collega della Funzione Pubblica, Patroni Griffi, in due settimane di confronto in Aula. Una situazione che ha indotto la Guardasigilli a prospettare il voto di fiducia sugli articoli 10 (delega per le nuove norme sull'incandidabilità) e gli articoli 13 e 14 che riscrivono corruzione e concussione introducendo reati come il traffico di influenze e corruzione tra privati. Il clima sul Ddl è talmente teso che il ministro Severino ha dato parere negativo a tutte le proposte di modifica relative proprio alla parte penale del decreto. Ma la tensione resta alta anche nella stessa maggioranza dove ancora aleggia il voto al Senato che ha salvato dagli arresti domiciliari, chiesti dal gup di Napoli, il senatore Sergio De Gregorio, indagato nell'ambito del caso Lavitola. De Gregorio è accusato di «appropriazione indebita» di fondi pubblici per finanziare il giornale l'Avanti di cui il faccendiere Walter Lavitola, ora in cella, era direttore. Contro la richiesta di arresto hanno votato il 65% dei senatori, ma subito dopo la votazione a scrutinio segreto su richiesta del Pdl, è scoppiata la polemica sui «franchi tiratori». Roberto Maroni nella sua pagina Facebook ieri ha voluto precisare: «La Lega ha votato a favore dell'arresto mentre chi ha salvato il senatore è stato il Pd». Accuse che i democratici hanno respinto. «C'è una sola certezza sul voto al Senato che ha salvato De Gregorio: la richiesta della Lega del voto segreto – ha replicato Davide Zoggia responsabile Enti Locali – Tutto il resto è solo un'illazione per distrarre da un'altra opera di salvataggio ad opera dei leghisti: il voto di sostegno al senatore Formigoni». Di voto di scambio ha parlato su Twitter Roberto Saviano facendo riferimento al caso che coinvolge un altro senatore indagato Luigi Lusi, il tesoriere della Margherita accusato di aver sottratto i soldi dei rimborsi elettorali. Il gip di Roma ha già inviato al Senato la richiesta di arresto per il pericolo di inquinamento prove con l'accusa di associazione a delinquere e tra poco si voterà. «Voto bipartisan contro l'arresto di De Gregorio. Lusi assicura che non è stato uno scambio politico. Eppure sembrava proprio questo: scambio». «No caro Saviano, non c'è stato nessun voto di scambio e trovo offensivo che qualcuno lo affermi - risponde il capogruppo del Pd al Senato Anna Finocchiaro - i gruppi Pd e Italia dei Valori hanno votato in modo compatto, e i numeri lo dimostrano, a favore dell'arresto, ma siamo indignati che tutto sia avvenuto con la copertura del voto segreto che noi non volevamo». La questione De Gregorio-Lusi posta da Saviano ha comunque alzato ancora di più le ombre tra Pd e Idv. Antonio Di Pietro (che nel 2006 portò proprio De Gregorio alle elezioni) ha rilanciato l'ipotesi dell'inciucio. «Come si fa a non pensare, come giustamente fa Saviano, che qualche senatore piddino abbia dato una mano ai compagni di maggioranza Pdl?» si chiede Di Pietro «a buon rendere sia chiaro perché tra poco bisognerà votare sull'arresto di Lusi e quale occasione migliore per restituire il favore? Ma se Pd e Pdl vanno tanto d'accordo, comincio a pensare che farebbero bene ad andare insieme alle prossime elezioni». E in serata si è inserito nella polemica lo stesso De Gregorio che, non contraddicendo il suo stile, intervistato a Radio 24 ha detto: «Certamente alcuni senatori del Pd hanno votato a mio favore e per questo gli sono molto grato». La battaglia è rinviata a martedì. ©RIPRODUZIONE RISERVATA