Terremoto, la paura si sposta a Ravenna
di Fiammetta Cupellaro wROMA La paura si sposta ad est. All'alba di ieri la terra ha tremato ancora, questa volta a largo della costa romagnola. L'epicentro della nuova scossa di magnitudo 4.5 è stato individuato ad una profondità di oltre 25 chilometri in un'area davanti alla città di Ravenna. E anche se questo terremoto è legato all'attività del margine settentrionale dell'Appennino sepolto sotto la pianura Padana, tutti gli esperti concordano che a muoversi «è stata un'altra faglia e che non ha alcun legame con le scosse avvenute in Emilia il 20 e il 29 maggio». Un sisma, dunque, che non sembra finire più quello che sta colpendo l'Emilia Romagna ormai da venti giorni e che ha già causato 26 vittime, migliaia di sfollati e ha messo in ginocchio l'economia di due province che insieme producevano l'1,8 del Pil nazionale. E ora si teme per le città della riviera romagnola che rischiano di vedere cancellate prenotazioni degli alberghi con una stagione turistica ormai iniziata. Quella scossa venuta dal mare ha infatti fatto tremare gli edifici di Rimini, Riccione e Milano Marittima. Nessun danno a persone e cose, ma ad un'idea di estate «prospera» forse sì. L'allarme questa volta è scattato all'alba. Alle 6,08 la terra ha tremato e la scossa è stata avvertita in tutto il centro-nord. In molti sono usciti per le strade, ma per fortuna non ci sono stati feriti. Secondo gli accertamenti compiuti ieri dai tecnici della Protezione Civile nelle zone vicino all'epicentro, Ravenna, Cervia e Alfonsine non si sono registrati crolli nelle zone industriali, né agli edifici pubblici. L'unico cedimento è avvenuto a Pesaro dove sono caduti alcuni calcinacci da un vecchio palazzo. Nonostante la paura, le lezioni sono state regolari sia a Ravenna, Pesaro e Ancona. Ma la nuova scossa sottomarina preoccupa anche per la presenza delle enormi pompe in Adriatico che succhiano metano dai fondali a largo della Riviera più affollata d'Europa. Le verifiche compiute ieri dopo il terremoto hanno escluso che le piattaforme per l'estrazione di gas al largo di Ravenna abbiano subìto danni. Ha detto il prefetto di Ravenna, Bruno Corda: «Per quanto si può essere pronti, siamo in grado di fronteggiare la situazioni che si dovessero verificare». L'allarme di ieri ha riaperto anche la polemica tra chi progetta e chi si oppone al metanodotto di Snam Rete gas, un maga tubo da 687 chilometri da Massafra (Taranto) a Minerbio (Bologna). Opera che ha già ricevuto il parere favorevole dalla commissione tecnica di verifica dell'impatto ambientale nel 2008. Ora però è la stagione turistica alle porte a preoccupare maggiormente gli operatori economici. La paura del terremoto potrebbe avere effetti negativi sui flussi turistici per l'estate. Deciso e rassicurante il messaggio di ieri lanciato dal Governatore dell'Emilia Romagna Vasco Errani. «Non dobbiamo creare allarmismi. Le coste e le strutture attrattive della riviera sono pienamente attive e offrono una piena ospitalità». Il rischio però è che i turisti quest'estate preferiscano altre mète alla Romagna. Le prenotazioni sono ferme e Federviaggio lo dice chiaramente: gli effetti dopo il sisma rischiano di essere di portata ben più ampia rispetto alle prime ipotesi. «Non ci sono ancora cancellazioni in Emilia, Veneto e Friuli - ha spiegato il presidente Luca Patanè – ma c'è il blocco dei flussi che sarebbero dovuti arrivare queste settimane. Il timore è che i tour operator del mercato tedesco e di tutti i mercati intercontinentali possano dirottare questi flussi in Spagna, Turchia e Grecia». ©RIPRODUZIONE RISERVATA