Ponte in chiatte sotto esame
BEREGUARDO Salvare il ponte in chiatte. Per farlo la Provincia chiede l'intervento dell'università. Questa mattina i docenti del Dipartimento di ingegneria idraulica incontrano i tecnici della Provincia per verificare possibili soluzioni. «Il ponte deve tornare a galleggiare – dicono dall'ufficio tecnico –. Si dovrà verificare la situazione morfologica delle sponde. Con il tempo si è formato un vortice verso il Boscaccio, alimentato dalle correnti. La ghiaia continua a depositarsi verso Bereguardo, mentre verso Zerbolò le sponde si erodono. Negli anni abbiamo tentato con palancole a valle e un pennello a monte, ora vedremo se si troverà un'altra soluzione». «Stiamo facendo il possibile per cercare di tutelare il ponte – spiega l'assessore ai lavori pubblici Maurizio Visponetti –. Intanto procederemo alla sistemazione di una nuova segnaletica per dare indicazioni più precise, in modo da impedire ai camion di raggiungere il ponte. E proseguiremo negli interventi di manutenzione ordinaria, sostituendo le assi rovinate». Interventi che sono stati richiesti a gran voce dal Comitato Ticino 2000 che l'altro giorno ha incontrato il presidente Daniele Bosone e l'assessore provinciale. Un incontro in cui il Comitato che raggruppa i residenti di Zerbolò e Bereguardo ha avanzato precise richieste «per cercare di sistemare una struttura dall'alto valore storico». «Abbiamo chiesto di migliorare la segnaletica, visto che sul ponte finiscono per transitare anche i mezzi pesanti – spiega Carlo Maiocchi, portavoce del Comitato –. Ma abbiamo anche chiesto di sostituire più della metà dell'impalcato, nella parte verso la sponda di Bereguardo, che è ammalorato. Ci è stato risposto che per il momento non è possibile intervenire in modo così radicale, in quanto la Provincia è bloccata dal patto di stabilità. Si procede con rappezzi che non risolvono la situazione ma che comunque comportano un esborso continuo e abbiamo l'impressione che in questo modo si finisca per spendere di più». Per il Comitato il ponte va salvaguardato con interventi mirati. Stefania Prato