Monasteri e vie del silenzio In viaggio con Giorgio Boatti
Giorgio Boatti presenterà il suo libro «Sulle strade del silenzio. Viaggio per monasteri d'Italia e spaesati dintorni» (Laterza, pagg. 324, 18 euro) domani alle 18 in piazza della Vittoria in occasione dell'apertura di Cross Roads, Pavia crocevia di viandanti e pellegrini, di culture e di genti. Nei cinque giorni dedicati alla nostra città e al suo territorio provinciale, importanti crocevia nei secoli per i pellegrini in viaggio verso Roma, sono molte le occasioni di dibattito e di visite, con concerti e momenti teatrali, organizzati dall'assessorato alla Cultura del Comune di Pavia. Le chiese e le piazze si animeranno per raccontare la storia, l'arte, l'architettura della nostra terra. Sulla Provincia pavese di domani uno speciale con tutti gli appuntamenti e tutti i protagonisti che faranno di Pavia un crocevia di incontri e di confronto sulla storia e sul futuro di una grande città. di PIERANGELA FIORANI Il viaggio è cominciato ben prima che mi accorgessi di averlo iniziato. Forse perché, nei suoi primi passi, non è stato un viaggio ma una fuga» avverte Giorgio Boatti all'iniziio del suo libro «Sulle strade del silenzio» uscito un mese e mezzo fa e già alla terza edizione. Nel darsi alla fuga dal «buio che si stava estendendo in me e intorno a me», lo scrittore prova a capire «quale può e deve essere la direzione da prendere e il rifugio dove andare», né dimentica da subito che non c'è spazio per l'individualismo, il pensare solo per sé in quell'avventura del tutto nuova che lo attende. «Perché – risponde lui stesso nella premessa – un intero Paese si rivelava smarrito tra garrule quisquilie, sordidi egoismi, minacciosi bisbigli. Le vite, quelle di tutti, parevano scivolare lentamente verso chissà dove, sotto un cielo spento che non faceva più da sfondo ad alcunché». Il giornalista-scrittore, che ha indagato nei misteri dell'Italia (come non ricordare il suo «Piazza Fontana», Einaudi) e in tragedie come quella del terremoto che il tempo ci ripropone puntualmente (è attualissimo il suo "La terra trema. Messina 28 dicembre 1908. I trenta secondi che cambiarono l'Italia, non gli italiani", Mondadori), è ora dentro una nuova inchiesta. Il viaggio per monasteri d'Italia (19 da nord a sud, macinando migliaia di chilometri) è percorso che non dimentica, anzi sottolinea, ad ogni incedere quegli «spaesati dintorni» che sono parte importante del libro. La prima tappa è il monastero di Finalpia in Liguria e a quel punto - è inverno, è Natale - «sopra il Bel Paese» Boatti vede «un cielo truffaldino, dove di notte le stelle si stavano spegnendo». Nella sacca dello scrittore c'è tutto il necessario – cioè pochissimo – per la traversata. A Finalpia, prima tappa, la scoperta di quello spirito benedettino che diventerà il fil rouge del percorso. Ecco l'incontro con i primi personaggi di una fittissima serie con cui lo scrittore potrà dialogare, ma soprattutto condividere un silenzio che diventa presto disciplina utile per imparare a vedere con occhi nuovi il mondo dentro e fuori. I racconti si moltiplicano attraverso le pagine e accompagnano, incalzano il lettore verso nuove scoperte. Ed eccole le tappe del viaggio di Giorgio Boatti: Finalpia, si diceva, in Liguria, Viboldone e Chiaravalle (alle porte di Milano, a pochi chilometri da Pavia), Morfasso (Emilia), Bose (Piemonte), Praglia (Veneto), Isola di Barbana (Friuli), Camaldoli, Monte Oliveto Maggiore e Sant'Antimo (Toscana). Montecassino, Subiaco e Vitorchiano (Lazio), Serra San Bruno e Sant'Iliarione di Caulonia (Calabria), San Giovanni Rotondo e Noci (Puglia) e Goleto (Campania). Ogni luogo ha colori, profumi, suoni e sapori che lo speciale viaggiatore scopre attraverso cortili, giardini, campi e orti coltivati e poi celle, corridoi, biblioteche, refettori e chiese. Attorno a monasteri ed eremi, la vita del resto del mondo, di paesi e di piccoli villaggi si intreccia con quei luoghi particolari proprio attraverso le persone che sanno creare legami. Quei 19 luoghi brillano finalmente come stelle nel buio. Accanto, attorno l'Italia intera in tutte le sue bellezze e le sue contraddizioni. Silenzio, solitudine. In questo lungo, intenso viaggio, c'è molto di più. Le scoperte più belle lo scrittore e il lettore le fanno nei luoghi più appartati, meno celebrati dalle cronache, crocevia importanti per viandanti da ogni dove. Nel viaggio, camminando, ascoltando, riflettendo e guardando attraverso gli occhi dell'autore, sembra di poter intravedere quella luce che Boatti cercava dall'inizio. Non è sfacciata. Appare come lampada mite che potrà e saprà far fronte a tempeste. «Arriveranno – è il congedo – nuovi giorni e nuove stagioni con le loro sfide, grate o ingrate che siano. Cerchiamo di scorgerle, di affrontarle. Di non scostarle via con indifferenza». Chissà che non sia anche la promessa di nuove strade da percorrere, luoghi da scoprire. Una felice promessa per il lettore che, nell'andare di pagina in pagina, guidato da Boatti, ha potuto riempire la propria sacca di sguardi nuovi.