'Ndrangheta, il giudice: «Pavia aveva la sua locale»

«Prendo atto che le motivazioni della sentenza sono state depositate, ma visto che non le ho ancora avute mi riservo di leggerle prima di commentarle». L'ex sindaco di Borgarello Giovanni Valdes si limita a poche parole, ma poi aggiunge: «Certamente farò ricorso, perché sono certo che il tempo mi darà ragione: a Borgarello non ci fu alcuna turbativa d'asta. Se poi si tiene conto di quello che sta succedendo in Italia in questo momento, sul piano delle inchieste giudiziarie, si ha la conferma di quello che ho sempre sostenuto: e cioè che fu un provvedimento abnorme i cinque mesi di custodia cautelare rispetto al reato che mi venne contestato». di Maria Fiore wPAVIA Una cupola lombarda, autonoma dalla Calabria, ma con tante ramificazioni. E con un tentacolo allungato fino a Pavia, dove il gup Roberto Arnaldi - che ieri ha depositato oltre 900 pagine di motivazioni della sentenza del processo Infinito, che si era chiuso con 110 condanne - ha individuato e confermato, ancora una volta, la presenza di una cellula di mafia. Ai protagonisti della presunta "locale" di Pavia e alla turbativa d'asta di Borgarello, costata a novembre la condanna per l'ex sindaco Giovanni Valdes, il giudice di Milano dedica più di 60 pagine. Ripercorrendo le intercettazioni telefoniche, che erano già state la spina dorsale dell'inchiesta coordinata dal magistrato antimafia Ilda Boccassini, il giudice si concentra su ogni protagonista. A cominciare da chi, in questo processo, non era nemmeno coinvolto: Pino Neri, ancora a giudizio a Milano, è definito il "traghettatore", l'uomo incaricato dai clan calabresi di portare l'organizzazione lombarda in una nuova fase dopo l'omicidio di Carmelo Novella, mentre il nome di Carlo Chiriaco, ex direttore sanitario dell'Asl di Pavia, a processo per concorso esterno, viene tirato in ballo per i presunti rapporti intrecciati proprio con alcuni imputati già condannati. Un capitolo è dedicato all'imprenditore di Cura Carpignano Franco Bertucca, padre dell'assessore di Borgarello Antonio, condannato da Arnaldi a sei anni di reclusione (è tuttora in carcere a Genova). Secondo il giudice Bertucca - che rientrerebbe nella locale di Pavia insieme a Neri e al biologo di Novara Rocco Coluccio, condannato a sei anni - avrebbe partecipato a diverse riunioni di ‘ndrangheta, compresa quella di Paderno Dugnano, dove Neri tenne il proprio discorso. «D'altro canto, anche escludendo la partecipazione dell'imputato a tali riunioni – dice il giudice – la ricorrenza di altri indici di affiliazione, ovvero il possesso della dote e la sua presenza ad altri eventi, come il funerale del cugino di Neri, è già di per sé sufficiente a desumere l'appartenenza di Bertucca al sodalizio criminoso». Ma una parte consistente delle motivazioni del giudice riguarda anche il filone della presunta gara truccata a Borgarello, dove il diritto di superficie del terreno di via Di Vittorio, secondo l'accusa, fu acquistato dalla società Pfp, la società intestata all'imprenditore Salvatore Paolillo, ma riconducibile a Chiriaco e unica partecipante alla gara. A Valdes, che avrebbe avuto un ruolo in quell'assegnazione non regolare, a Paolillo e al bancario di Binasco Alfredo Introini, non fu contestata l'aggravante mafiosa, ma il processo a loro carico si chiuse con una condanna: un anno e 4 mesi per Valdes, un anno per gli altri due imputati. Per il giudice sull'irregolarità della gara ci sarebbero «prove schiaccianti», «per i discorsi intercettati, per gli inesistenti mezzi di pubblicità della gara - fatta apposta per passare sotto silenzio durante le vacanze di Natale -, per le modalità, assolutamente irrituali, di formazione, consegna e protocollazione dell'unica offerta pervenuta». Ma il giudice motiva la condanna anche con le dichiarazioni degli imputati fatte durante gli interrogatori in carcere. Introini, che avrebbe organizzato le modalità dell'offerta della gara insieme a Chiriaco, e Paolillo avrebbero fatto «dichiarazioni confessorie», sostiene il giudice. E Valdes «pur cercando di sminuire il proprio ruolo, ammetteva di avere ricevuto le due buste, una con importo più alto, l'altra con l'importo più basso, consapevole che la prima doveva essere usata solo qualora si fossero presentati altri imprenditori alla gara». su Twitter @mariafiore3