Quei bolidi del passato sulle strade d'Oltrepo

Uno dei principali punti di forza del Giro notturno è rappresentato dall'unicità di ogni edizione, con ogni anno nuovi percorsi su cui misurare la propria abilità col cronometro, nuovi paesaggi a fare da sfondo e non solo. La sesta edizione non farà eccezione, con il suo itinerario di circa 250 km comprendente 35 prove cronometrate. L'evento, valido per il Challenge della Solidarietà 2012, secondo una formula ormai collaudata sarà costituito da due diverse prove, indipendenti l'una dall'altra: sabato partenza, come è ormai consuetudine, da Montecalvo Versiggia alle 15; quindi transito a Montalto alle 15.45, a S. Maria della Versa alle 16.45, a Zavattarello circa un'ora più tardi, a Pregola alle 18.40 e infine, attraversati Torrazza Coste, Codevilla e Salice, arrivo a Casteggio per le 22.30, con esposizione delle auto in piazza Dante. Leggermente meno impegnativa la prova di domenica, che prenderà il via alle 9.15 da Salice e che porterà i concorrenti fino a Cascina Casareggio. CASTEGGIO Torneranno nel fine settimana del 9 e 10 giugno le vecchie glorie a quattro ruote che da ormai cinque anni animano il «Giro notturno dell'Oltrepo». La manifestazione di regolarità turistica organizzata dal Veteran Car Club Carducci, attivissimo sodalizio di Casteggio, giunta quest'anno alla sesta edizione, è ormai da tempo uno degli eventi-clou in Oltrepo; tuttavia, il gran numero di adesioni all'edizione 2012 evidenzia come l'evento sia ormai molto più di una manifestazione a carattere locale: ben 120 (quindi 20 in più rispetto al tetto massimo inizialmente fissato) saranno infatti gli equipaggi che sabato alle 15 prenderanno il via da Montecalvo Versiggia. Un successo, quindi, ben al di là delle più rosee aspettative, che certamente non può ricondursi al semplice desiderio degli appassionati di ridestare le proprie vetture dal lungo letargo invernale: «Effettivamente questo risultato ha colto di sorpresa anche noi – spiega Antonio Borgonovi, presidente del Veteran car club Carducci – ma non c'è dubbio sul fatto che con simili premesse possiamo già dirci molto soddisfatti; finora, pur avendo sempre avuto un ottimo riscontro da parte degli appassionati, non ci eravamo mai trovati a superare il numero massimo di adesioni». Una riprova che formula e organizzazione funzionano: «Fin qui abbiamo sempre ricevuto solo commenti entusiasti – racconta Borgonovi – quest'anno, però, oltre alla nutrita pattuglia dei veterani del Giro, abbiamo molti equipaggi che partecipano per la prima volta». Notevole il parco auto che sarà possibile ammirare durante la corsa, con molte auto di grande interesse storico: oltre alle immancabili Bugatti, saranno presenti anche diverse rappresentati dell'industria automobilistica inglese, con MG, Bentley e Aston Martin, oltre alle immancabili Porsche 356 e 911. «E' sicuramente motivo d'orgoglio il fatto che oltre un terzo delle auto partecipanti siano precedenti il 1960 – dice Borgonovi – tra queste sarà possibile ammirare anche una rarissima Lancia Aurelia B24 Spider». Folta come sempre la rappresentanza italiana, con le sportive Alfa Romeo Giulia e Duetto, le corsaiole Lancia Fulvia e le tranquille Fiat Topolino, 500 e 1100, senza dimenticare le splendide Ferrari. Quanto al percorso, sarà all'insegna dell'amarcord: «Quest'anno abbiamo deciso di rendere omaggio al Rally delle 4 Regioni, anche in virtù della seconda giovinezza che questa gara sta vivendo – prosegue Borgonovi – spingendoci, ad esempio, fino in Alta Valle Staffora, una zona rimasta fuori dal nostro roadbook finora». Un'interessante opportunità per ammirare le vetture in gara prima della partenza verrà offerta venerdì 8 giugno a Salice Terme, dove tra le 18 e le 20 verranno effettuate le verifiche tecniche e molte auto resteranno esposte per la gioia degli appassionati. Conclusione dell'evento, invece, domenica in tarda mattinata, all'agriturismo Cascina Casareggio di Fortunago. «In passato la gara si è sempre conclusa a Casteggio, con pranzo con premiazioni alla Certosa Cantù – spiega Borgonovi – quest'anno la Certosa non era disponibile, ma Cascina Casareggio offre una cornice altrettanto d'effetto». E conclude: «Inoltre, alla fine non tutto il male viene per nuocere; trovare posto per 120 auto a Casteggio sarebbe stato difficilissimo». Alberto Antoniazzi