Roselli "santo subito" «Mai un'impresa così»

di Luca Simeone wPAVIA Solo qualche giorno di pausa dopo la salvezza contro la Spal che è già diventata un pezzo di storia del Pavia. Poi Giorgio Roselli, assieme al direttore dell'area tecnica Aldo Preite, si è rimesso al lavoro: da sabato sono tra Gubbio e Foligno per seguire la fase finale del campionato Primavera. L'allenatore umbro è già entrato nel cuore dei tifosi azzurri, alcuni dei quali hanno anche fatto stampare delle divertenti magliette con la scritta «Roselli santo subito». Roselli, dopo la salvezza siete stati accolti da una folla di tifosi che non si vedeva da anni. Sorpreso? «Sinceramente non me lo aspettavo, d'altra parte la nostra rimonta è stata una cosa anomala, inaspettata, che ha dato la scossa. Anche con la squadra abbiamo detto che una salvezza così dà quasi più soddisfazione che vincere il campionato». Come si colloca questa impresa rispetto ad altre targate Roselli? «Probabilmente al primo posto, ma per un discorso di tempo. Era capitato anche alla Cremone di subentrare quando era ultima, ma in quel caso c'era tutto il girone ritorno e poi eravamo a pari merito con altre squadre. In questo caso, poi, c'era anche la questione psicologica: non mi era mai successo di avere una squadra che aveva perso 12 gare su 14». Questo vuole dire che oltre al lavoro tecnico-tattico è stato importante anche quello psicologico. «Sì, ma non lo chiamerei lavoro. Sono alchimie che si creano: in fondo i giocatori seguono chi non gli racconta frottole. Così alla fine questo gruppo è diventato una squadra al di là di me». Carotti, il capitano, ha scritto che alla salvezza la squadra ha sempre creduto, che quella sofferenza iniziale alla fine è servita, e che chi ha giocato anche solo una partita, senza fare polemiche, è stato importante quanto gli altri. «D'accordissimo. Tutti e 25 i giocatori della rosa sono stati straordinari». Proprio Carotti è in scadenza e ha già detto che proverà a fare il salto in B. «A gennaio nessuno voleva i giocatori del Pavia, ora dopo questa salvezza le cose sono cambiate. Le prestazioni del singolo dipendono sempre da quelle della squadra: se va bene anche il giocatore medio si esprime bene, se va male anche quelli bravi affondano. Carotti è un giocatore atipico, con tanta grinta, che piace molto per questo. Se però oltre a questo intorno c'è anche qualità, migliora anche lui. Con ciò spero che rimanga. Io questa rosa la terrei tutta, almeno quei 14-15 che hanno giocato di più con me, alla fine sono stati loro a trascinare me. Ma ovviamente non è possibile». Dopo questa grande rimonta e la conferma in panchina per l'anno prossimo ci si aspetta molto. «Con la società abbiamo trovato l'accordo ma sulla base di obiettivi chiari fin dall'inizio, che non possono essere cambiati dopo cinque gare. Certo, abbiamo avuto un ruolino di marcia da play off, ma la squadra sarà diversa, non sappiamo chi arriva e chi parte». Qual è la valutazione dei giovani in rosa quest'anno? «Abbiamo avuto la fortuna di avere un '92 come Falco, che avrebbe giocato comunque. Verruschi ha giocato parecchio con me, da qualcuno mi aspettavo di più, ma quando giochi poco ne risenti. In questi giorni stiamo vedendo tanti giovani nella fase finale del campionato Primavera, anche se sono mediamente di livello più alto e non sarà facile prenderne qualcuno». C'è una squadra o u n allenatore di riferimento? «No. L'importante è non mettere giocatori fuori ruolo. I moduli sono importanti, ma ho ottenuto soddisfazioni giocando praticamente ogni anno con un modulo diverso». In questi giorni si parla tanto di calcioscommesse. «E' una vicenda scandalosa, certo, però fa pensare ancora una volta che l'Italia non sia un Paese civilissimo, dove le stesse regole valgono per tutti. Così succede che chi patteggia ha una pena minima e chi no una stangata. Sono norme che è difficile comprendere». Tra chi rischia c'è anche Riccardo Fissore. «Non so se ha fatto un errore in passato, quello che posso dire è che è un ragazzo straordinario. Sono molto dispiaciuto per lui, e sorpreso dalla richiesta così pesante della procura federale. Non voglio giustificare nessuno, ma una legalizzazione così ampia delle scommesse può indurre in tentazione chi magari è in un momento di difficoltà, anche perché nella categorie inferiori non si guadagnano grandi cifre». Il presidente del Consiglio Monti ha detto che bisognerebbe fermare il calcio per due o tre anni. «Ho letto un commento che mi è sembrato intelligente: se rubano le macchine, dobbiamo fermare la circolazione? Mi auguro che quella di Monti sia stata solo una battuta». ©RIPRODUZIONE RISERVATA