Sannazzaro, rinviati i lavori più urgenti «Bloccate le spese»

Attivissima la neonata Pro Loco di Borgo San Siro per questo weekend: oggi è in programma , infatti, il karaoke serale in piazza Unità d'Italia a partire dalle ore 21, mentre nel pomeriggio un'originale "Festa degli aquiloni" allieterà il campo sportivo comunale dalle 14,30. Appuntamento da non perdere anche quello con la solidarietà: insieme alle altre pro loco della zona, infatti, anche Borgo San Siro aderisce all'iniziativa "Una Forma di solidarietà", con l'acquisto di alcune forme di parmigiano reggiano per sostenere i produttori delle zone colpite dall'ultimo terremoto in Emilia Romagna. A questo appello hanno aderito anche altre Pro Loco dei Comuni lomellini. Si tratta di acquistare forme di Parmigiano Reggiano, uno dei prodotti d'eccellenza dell'Emilia per aiutare la ripresa economica delle zone terremotate. In questi giorni sono numerose le manifestazioni benefiche e le iniziative programmate per devolvere il ricavato ai progetti di aiuto alle popolazioni delle province emiliane ancora colpite dalle scosse. SANNAZZARO Il patto di stabilità blocca gli investimenti del Comune nonostante la disponibilità di fondi. In compenso a Sannazzaro partono opere pubbliche utili ma certamente meno indispensabili. Pare un paradosso: la giunta guidata dal sindaco Giovanni Maggi ha il freno a mano tirato sul restauro del cimitero che cade a pezzi (400mila euro la somma prevista per il primo lotto), sul recupero dei sette parchi urbani in degrado (115mila euro previsti), il rifacimento di piazza Battisti (400mila euro). In compenso tiene a battesimo il piano di mitigazione ambientale con interventi di verde pubblico su piazzale Mainoli e parco Allevi e la nuova pista ciclabile diretta a Scaldasole. L'assessore al bilancio Pierangelo Fazzini spiega perchè si verificano queste incongruenze: «In comune non si fanno pazzie, il motivo di quanto accade è presto detto. Queste opere apparentemente rinviabili e legate al piano di mitigazione ambientale per i nuovi impianti petroliferi Est sono finanziate direttamente dall'Eni. Le altre opere, anche le più urgenti come quelle da farsi al cimitero, sono invece a carico comunale; ed è il patto di stabilità a mettere la briglia ad ogni iniziativa». In sostanza: si parte con le opere meno impellenti e si rinviano a tempi indeterminati quelle più urgenti? Fazzini conferma: «E' proprio così. Disponiamo di cifre e di progetti già pronti, ma il rispetto del patto di stabilità ci impedisce di investire. Tutto ciò che è oggi nelle casse comunali, viene arginato. Alla gente sembrerà tutto molto strano ma, si sappia, ciò che avviene è strano anche per noi che abbiamo preparato programmi di lavori che vanno al momento sacrificati». Dunque, partono le nuove vegetazioni e gli arredi urbani a piazzale Mainoli, il rinnovo di parco Allevi, la pista ciclabile per Scaldasole perchè sarà l'Eni a gestirne direttamente i pagamenti. Il resto rimane al palo. Il patto di stabilità impone, infatti, rigidi vincoli di bilancio e limita le spese di investimento delle amministrazioni comunali. Non a caso c'è un vasto movimento di sindaci che chiede il superamento del patto di stabilità. Paolo Calvi