Il Papa sferza la politica stop a eutanasia e aborto
di Paolo Carletti wROMA Accolto come una star, lontano dai veleni romani e dai "corvi", papa Ratzinger torna a lanciare un duro monito contro aborto ed eutanasia, rivolgendosi direttamente alla politica. Lo fa nella sua visita a Milano, trascorrendo la mattinata in Duomo per la celebrazione dell'Ora media con i sacerdoti, quindi immergendosi nel bagno di folla dello Stadio Meazza di fronte a 80mila cresimandi, e infine incontrando autorità e società civile nella sala del Trono dell'Arcivescovado. Ed è proprio di fronte al sindaco Pisapia (che appena ieri aveva riaffermato la necessità di «tutela per tutte le famiglie»), al governatore Formigoni, a Rosy Bindi e Maurizio Lupi, oltre al presidente della Cei Bagnasco e all'arcivescovo di Milano Angelo Scola, che Benedetto XVI è voluto partire dalle parole di Sant'Ambrogio: «Nessun potere dell'uomo può considerarsi divino, e quindi nessun uomo è padrone di un altro uomo». Piccola introduzione per entrare con forza nella sostanza: «Lo Stato è a servizio e a tutela della persona e del suo benessere nei suoi molteplici aspetti, a cominciare dal diritto alla vita» ha detto, condannando insieme la legalizzazione dell'aborto e quella dell'eutanasia. Ma il Pontefice ha proseguito su altri argomenti molto sensibili: «Lo Stato è chiamato a riconoscere l'identità propria della famiglia, fondata sul matrimonio e aperta alla vita». Una forte determinazione quella con cui il Papa si è presentato all'appuntamento meneghino. Determinazione già espressa in occasione dell'incontro mattutino con i sacerdoti in Duomo, dove ha rilanciato il valore del celibato sacerdotale e dei voti di castità di religiosi e suore. Ma il vero happening è stato nel catino dello stadio Meazza, quando Ratzinger è stato accolto da un boato e poi da un lungo applauso da circa 80mila giovani che lo aspettavano da ore. «Cari ragazzi, vi dico con forza – ha detto il Papa – tendete ad alti ideali, siate santi!». Per esortarli poi ad essere «obbedienti con i genitori, non siate pigri ma impegnati, in particolare nello studio, è una grande opportunità per crescere, e non siate egoisti». Ma ha avuto anche parole per la politica e per la crisi economica. «I politici devono farsi amare, la politica deve dedicarsi al bene dei cittadini, deve essere un evidente segno d'amore». Infine sulla crisi: «Servono coraggiose scelte tecnico-politiche, ma occorre valorizzare anche la gratuità perché il bene comune non è garantito solo da rapporti di diritti e doveri ma ancor più e prima da relazioni di gratuità, misericordia e comunione». ©RIPRODUZIONE RISERVATA