Ticket da 25 euro Nel primo giorno lo paga uno su dieci
Via al ticket, ma il San Matteo vigila: «Ho passato la mattina tra il pronto soccorso generale e oculistico – spiega Pasquale Pellino, direttore sanitario –, quello pediatrico non è coinvolto perché sotto i 14 anni non c'è ticket. Finora nessuna rimostranza anche se i criteri per l'assegnazione del codice sono diventati più stringenti: patologie considerate "verdi", come coliche renali o congiuntiviti, ora sono " bianche" se dopo meno di sei ore si viene mandati a casa con una cur. Positivo che il codice considerato sia quello di dimissioni». Ci si aspetta che i codici bianchi, fino ad oggi pari al 10% del totale, aumentino erodendo quei quasi 47mila codici verdi all'anno. Le preoccupazioni maggiori erano per il pronto soccorso oculistico: «Lì la maggioranza dei casi trattati viene dimessa in codice bianco – spiega Pellino –. Monitoriamo con cura». di Anna Ghezzi wPAVIA Ore 16, sala d'attesa stracolma in pronto soccorso. Dal monitor si vede che ogni 9 codici verdi ce n'è uno bianco. Che da ieri paga 25 euro se sarà dimesso con lo stesso codice, certificazione del fatto che l'urgenza di recarsi al pronto soccorso non c'era. Da un lato c'è l'esigenza di un pronto soccorso funzionale, non intasato da pazienti che dovrebbero rivolgersi al medico di base. Dall'altra un nuovo ticket da 25 euro per i codici bianchi, i casi non gravi, che si applica a una platea di patologie più ampia di prima e anche a chi, dopo ore di attesa, se ne va senza farsi visitare. Pazienti d'accordo: «Tanti approfittano dell'ospedale». Ma sull'idea di far pagare per diminuire le code molti soco scettici. «Vero che qualcuno se ne approfitta – spiega Paola Sacchi in sala d'attesa da sei ore – ma mia mamma, che ora è di là con un codice verde, ha una cartella clinica pesante, un pregresso per cui di fronte a ogni cosa è meglio rivolgersi all'ospedale. Senza contare che per accedere al reparto di cui ha bisogno il passaggio dal pronto soccorso è obbligato». «C'è chi viene a sproposito – ammette un'anziana signora – ma 25 euro sono le vecchie 50mila lire, è troppo». Della stessa opinione Luigi Finizi: «Non è giusto pagare il pronto soccorso – afferma – la sanità la paghiamo già con le tasse, con le trattenute in busta paga». «Si trovi un altro metodo per arginare l'abuso del pronto soccorso – riprende Carlo Baldiraghi – troppo facile far pagare la gente, dare un prezzo a tutto». Anche alla paura di un malanno che si nasconde dietro una fitta. «Finirà che si scoraggia chi è in difficoltà – spiega Maria Domenica – Ma io se sto male, sono in panico, voglio una diagnosi ed esami subito, mi limiterò a pagare, per verificare che dietro il mal di testa non ci sia un ictus». su Twitter @anna_ghezzi