A testa alta verso la ricerca della verità per il bene comune
la lettera del sindaco Gentile direttore, mi preme fare chiarezza su tutto quello che sta succedendo in questi giorni, dopo che anche lei sul suo giornale si è rivolta a me chiedendomi posizioni nette. Non posso che condividere le sue parole attente nel momento in cui una Procura ipotizza accuse di questo genere. Personalmente sono di cultura profondamente garantista, ma nello stesso tempo riconosco alla Politica quel ruolo di guida e, appunto, garanzia di cui lei stessa parla nella sua lettera. Per questo, anche e soprattutto oggi, la mia testa è alta, altissima: i fatti, prima delle parole, nel recente passato hanno dimostrato che non ho e non abbiamo mai giocato a schivare inchieste e situazioni spinose. Al contrario, abbiamo dimostrato di affrontare ogni cosa di petto e con lucidità, chiedendo sempre per primi verità. C'è però un rovescio della medaglia che non possiamo ignorare. Oggi lei ci chiede una presa di posizione netta: arriverà, ne stia certa, nel momento in cui quantomeno sapremo di cosa stiamo parlando, visto che oggi non c'è nemmeno quella chiarezza minima e necessaria per poter prendere decisioni. Le stesse cronache del suo giornale si basano su congetture, condizionali. Pensi che alla luce di questa confusione ho chiesto l'altroieri un appuntamento al Procuratore di Pavia, per avere qualche informazione in più e qualche spiegazione in virtù dell'ottimo e costruttivo rapporto istituzionale che lega un Sindaco alla Procura: ebbene, pochi minuti più tardi i soliti "bene informati" sentenziavano «Alessandro Cattaneo chiamato in Procura»!... Ma c'è di più: ieri mattina, al convegno A che gioco giochiamo? sulle dipendenze e sul gioco d'azzardo, era presente in sala consiliare il comandante della Finanza e puntuali mi sono arrivate chiamate che mi chiedevano di una perquisizione della Guardia di Finanza nel mio ufficio… A chi giova tutto questo? E poi, ancora, che valutazioni trarremmo se rileggessimo oggi tutte le sentenze già scritte il giorno dopo il 13 luglio successivamente smentite dalle verità giudiziarie? Chi ha chiesto scusa? Pochi. Chi rappresenta le istituzioni ha certo il dovere di agire senza esitazioni e compromessi, ma contemporaneamente con lucidità e responsabilità. E mi sento serenamente di dire che lo abbiamo sempre fatto. Pavia recentemente viene attraversata da notizie e voci tutt'altro che piacevoli: cantieri sequestrati, inchieste, avvisi di garanzia, abusi… notizie che escono con forza dirompente e che spesso scompaiono nel dimenticatoio, senza alcun seguito, rischiando peraltro, e questo è molto negativo, una certa assuefazione e disinteresse civico controproducente. Pavia è tanto, tantissimo altro: come sempre io per primo chiedo e cerco verità nel tempo più breve possibile, ma non accetto lezioni di coraggio e determinazione nell'affrontare queste situazioni. Di posizioni nette ne ho sempre prese senza alcun timore e così sarà sempre. Anche questo è "rinnovamento": un metodo di affrontare queste cose, che sono serie, con un atteggiamento responsabile. Troppe volte, ancora oggi, regnano pressapochismo, strumentalizzazione e isteria: le istituzioni hanno un solo obbiettivo, la ricerca della verità per il bene comune. Alessandro Cattaneo sindaco di Pavia