Bocca in liquidazione «La Provincia paghi i suoi debiti»

VIGEVANO L'impresa edile Bocca (41 posti di lavoro), ormai in liquidazione deve avere dall'amministrazione provinciale oltre 1 milione di euro, solo così potranno essere saldati operai e fornitori. Ma la Provincia non intende pagare, per rispettare il patto di stabilità. Un tema delicato. Dopo la chiusura dell'Artedil e la crisi della Ivces (25 posti di lavoro), per la Bocca si muove il Comune di Vigevano. «Si sta verificando quello che temevo - esordisce il vicesindaco Andrea Ceffa in veste di assessore provinciale – ossia un crollo a catena di un settore che è sempre stato un lustro del territorio». Ceffa ha presentato una mozione alla Provincia per chiedere il risanamento dei debiti che l'ente ha nei confronti delle ditte del territorio. «E' necessario – prosegue – che la Provincia intervenga, chiudendo la posizione con la Bocca, che oggi si attesta su 1.100.000 euro. Questo è fondamentale nell'interesse sia dei creditori della ditta che nei confronti dei dipendenti, per far sì che la crisi non si ripercuota su troppi soggetti, che vanno invece salvaguardati». «Visto che le Province hanno le ore contate – propone il vicesindaco – piuttosto non rispettiamo il patto di stabilità. In questo momento credo sia più importante salvare il tessuto produttivo di un'area tra le più importanti d'Italia. Invito quindi le province lombarde ad onorare i debiti, a discapito di altre scadenze, come ultimo canto del cigno di un ente che non ha futuro». Proprio nell'ottica del risanamento dei conti si è mossa invece l'amministrazione comunale di Vigevano che, come spiega Ceffa «in questi due anni si è impegnata ad onorare debiti pregressi contratti con le imprese, rinunciando a realizzare investimenti». Tornando alla mozione presentata dal vicesindaco, interviene la consigliera provinciale Michela Sala che invita il presidente Bosone e l'assessore Osculati a fare qualcosa di concreto e non limitarsi ad osservare. «Come nel caso della Brasilia di Retorbido, non vengono proposte soluzioni ne indetti tavoli per comunicare con le aziende rispetto alle loro esigenze». «Come Lega Nord chiediamo che gli introiti derivanti dalla vendita delle azioni della Serravalle e della caserma, vengano utilizzate per degli investimenti. Basta svendere i ‘gioielli di famiglia' per rispettare il patto di stabilità». Della stessa idea la capogruppo del Partito Democratico di Vigevano Barbara Verza che definisce l'accordo come il "patto di stupidità". «Se le regole sono sbagliate e fanno male ai cittadini – commenta – esse vanno cambiate e il compito è della politica. E' necessario una strappo formale del patto di stabilità per una ragione di buon senso, preferendo saldare i prima i pagamenti con i fornitori e le aziende oneste che hanno lavorato e hanno il diritto di essere pagate, come sempre Ceffa è destinato a rincorrere le proposte del Pd». Valeria Bollini