Criscito non ci sta «Cacciato dalla Figc senza un motivo»

di Andrea Sini wFORTE DEI MARMI (Lu) «Non c'era alcun impedimento formale per giocare agli Europei e la Figc avrebbe fatto meglio a leggere l'ordinanza». Dopo l'esclusione, la delusione e il silenzio dei giorni scorsi, Domenico Criscito torna a schierarsi in difesa, insieme con i suoi avvocati, e non certo su un campo di calcio. Il terzino dello Zenit San Pietroburgo ha deciso di sfogarsi, rilasciando interviste a carta stampata e tivù. A dargli manforte i suoi legali, intervenuti pubblicamente per spiegare la posizione del giocatore, escluso dalla lista dei convocati per il torneo continentale dopo essere stato coinvolto nell'ultimo filone dello scandalo del calcioscommesse. «Non ci sto a passare per capro espiatorio – ha detto l'ex giocatore di Genoa e Juve, che prima di indossare la maglia della nazionale A ha giocato in tutte le formazioni giovanili azzurre – L'esclusione dalla lista dei 23 per l'Europeo all'ultimo giorno ha fatto sì? che fossi considerato il simbolo dello scandalo. Con un attimo di valutazione in più, sarebbe stato evidente che non c'entravo niente». Secondo Criscito la sua posizione verrà presto chiarita dai magistrati, e tutte le accuse cadranno «con un proscioglimento pieno, possibilmente rapido». «In merito al collega Leonardo Bonucci, che risulta indagato ma che parteciperà agli Europei di calcio – sottolinea Criscito – in Polonia dovevamo andare entrambi: l'avviso di garanzia non significa che sei colpevole. La mancata convocazione può essere interpretata come un giudizio sommario di colpevolezza». E poi la bordata ai dirigenti federali, che hanno deciso di escluderlo dalla lista dei convocati con una decisione definita inevitabile: «Al posto della Figc avrei letto l'ordinanza». C'è poi la questione della foto, pubblicata in questi giorni da tutti i quotidiani, in cui Criscito compare insieme con Giuseppe Sculli, al pregiudicato bosniaco Safet Altic e ad alcuni capi ultrà. Secondo il giocatore l'immagine risalirebbe a oltre un anno fa e si trattava solo di un incontro con i tifosi dopo il derby. «Non sapevo chi fossero tutti i partecipanti – dice – Basta con le ipocrisie: gli ultrà hanno rapporti strettissimi con club e giocatori, e possono condizionare l'andamento delle partite, come in Genoa-Siena. Agli Europei tiferò per i miei amici-compagni, anche se con una grande amarezza e tristezza dentro. Ho lavorato una vita per conquistarmi questi palcoscenici. Ma non cerco vendette, né colpevoli: solo giustizia». «Già a Coverciano avevamo chiarito che non c'era un impedimento formale per la sua partecipazione agli Europei – sostiene l'avvocato Eriberto Rosso – Ci metteremo in contatto con la procura di Cremona e nei prossimi giorni vedremo le modalità per consentire al giocatore di rispondere alle domande. Gli elementi a suo carico li conosciamo. Chiederemo l'archiviazione». ©RIPRODUZIONE RISERVATA