Area Cattaneo, firme contro il raddoppio

PAVIA Una raccolta firme per fermare il parcheggio multipiano nell'area Cattaneo, a poche centinaia di metri da San Pietro in Ciel d'Oro. Una petizione partita dal comitato residenti, deciso però a coinvolgere anche il resto della città. Non piace quel silos da oltre 500 posti auto da realizzare in un lembo del centro storico che custodisce «gioielli architettonici da salvaguardare», sostengono alcuni cittadini. Quelli che mercoledì sera hanno deciso di partecipare all'incontro voluto dai partiti e dalle associazioni della sinistra pavese per parlare della città e dei suoi problemi, in vista del Pgt di prossima approvazione. «Abbiamo voluto avviare una serie di incontri perché il futuro sviluppo urbanistico del territorio non può non tener conto delle esigenze degli abitanti – spiega Gianluca Pietra, responsabile urbanistica del Pd –. L'amministrazione non ha avviato alcun dialogo con i cittadini. Va chiesto ai pavesi cosa vorrebbero e cosa c'è che non va. Il centro è una realtà consolidata che andrebbe recuperata». E una risposta la città l'altra sera l'ha voluta dare. Ha detto «no» al parcheggio e alla cementificazione, ha chiesto di mantenere in vita un cinema di qualità, di trovare spazi per i giovani, migliorare le condizioni delle aree verdi, regolamentare le sale gioco. «Basta pensare che il Ticino è diventato un monumento senza vita», sottolinea Maria Teresa Di Palma, una dei residenti che ha avviato la raccolta firme contro il parcheggio nell' area Cattaneo. E ne spiega i motivi. «Quella zona su cui sorgeva una fonderia non è mai stata bonificata – dice Di Palma – nel sottosuolo esistono ancora scarti di lavorazione e forse anche amianto. Vent'anni fa infatti era stata negata la possibilità di costruire. Poi vi è il rischio del collasso viabilistico e verrebbero eliminate le poche piante esistenti». Ma il dito è puntato anche su piazza Vittoria dove a fare da padroni sono bar e tavolini, «ma non c'è una panca per le persone più anziane». Al tavolo dei relatori è seduto Paolo Ferloni che elenca le cose che non vanno. A partire dai 130 alberi tagliati, ricordando le condizioni drammatiche delle mura spagnole e terminando con la parola «rischio», quello che «il centro storico si trasformi in un'area di speculazione edilizia». E se Mariella Rognoni chiede di «tutelare gli anziani facendo rivivere i piccoli negozi di vicinato», Luigi Boffini parla «dei tanti appartamenti vuoti». Per Giorgio Montolivo invece va mantenuto «un cinema di qualità». Mentre Eligio Gatti, Pd, ricorda che «Santa Chiara sta crollando, mentre esisteva un progetto di recupero». Cristina Bruzzo considera «fondamentale coinvolgere i cittadini nel Piano di governo del territorio». Dal centro al borgo dove abita Luigi Avenoso che racconta la sua storia: «Sono sequestrato a casa mia. Abito in via Cabella, strada a senso unico, e qui non possono passare i mezzi alti più di 2,80 metri. Ho un camper e da tre anni, per uscire, sono costretto a chiamare i vigili». Stefania Prato