Filippi, il «traghettatore» Moro, il dirigente nel mirino
PAVIA Chi sono i protagonisti dell'inchiesta condotta dalla Procura di Pavia sull'ipotesi di associazione per delinquere? E, soprattutto, si conoscono tra di loro? La figura principale è senza dubbio quella di Ettore Filippi. Ex vice sindaco nella giunta di centrosinistra guidata da Piera Capitelli (solo per limitarsi ai tempi più recenti) Filippi fu il "cuneo" che fece saltare la maggioranza. Quando la prima cittadina manifestò la propria intenzione di non rinnovare il nome del suo vice per la candidatura al Consiglio di amministrazione del San Matteo, Filippi diede fuoco alle polveri di un malumore che, comunque, covava sotto la cenere da tempo. Basti citare la vicenda dell'ufficio traffico e della sospensione dall'incarico (poi bocciata dal giudice) del comandante della polizia locale, Gianluca Giurato e la polemica con Antonio Bengiovanni, al quale la Capitelli ritirò le deleghe proprio in seguito a un vivace scambio di opinioni su questioni legate anche all'operazione Carrefour. Ettore Filippi fondò poi il movimento Rinnovare Pavia e diede il suo sostegno a quella che sarebbe divenuta la maggioranza di Alessandro Cattaneo. Quali i rapporti tra Filippi e gli altri indagati? «Io Marazza non lo conosco proprio – dice lui – e non vedo come potrei formare una associazione a delinquere con una persona che non conosco». Altro protagonista del caso è Luca Filippi, figlio di Ettore, ex consigliere comunale della Margherita, nominato nel Cda di Asm e alla guida di Asm lavori. Potrebbe essere quest'ultima società l'eventuale collegamento con Francesco Grecchi, dirigente comunale dei Lavori pubblici (attualmente in vacanza in Grecia) che, per il suo ruolo, aveva il compito di firmare i mandati di pagamento per i lavori effettuati dalla società partecipata per conto del Mezzabarba. L'inchiesta riguarda l'urbanistica, e Grecchi, che ha sempre avuto l'incarico di coordinare i Lavori pubblici è subentrato al collega Angelo Moro (foto) nelle ultime settimane, dopo la notizia dell'iscrizione del dirigente dell'urbanistica nel registro degli indagati. Moro, appunto, è stato coinvolto nella vicenda di Punta Est (ieri alcuni operai, scortati da poliziotti, hanno tagliato le erbacce nel cantiere sotto sequestro di via Baldo degli Ubaldi). Ma all'epoca dell'affaire Carrefour, lo stesso Moro era ancora un dirigente del Comune di Casorate. Infine la figura che desta maggiori interrogativi, soprattutto per il suo ruolo: Vittorio Rognoni. In forza allo Sportello unico per l'edilizia, dove si occupa di piano del colore, idoneità degli alloggi, cementi armati e condono edilizio, non si comprende bene come sia entrato nell'indagine. Tra l'altro, svolge anche attività come libero professionista oltre agli incarichi a palazzo Mezzabarba. (f.m.)