Quel giorno terribile del 1962
VOGHERA «La solidarietà umana mi ha fatto sorridere, titolavano i giornali dell'epoca: la solidarietà di Voghera sostiene ancora oggi, da grande, la mia speranza». Con queste parole toccanti, Daniela Gritti ha voluto ringraziare chi, mezzo secolo fa, le fu vicino dopo che la morte si era portata via tutta la sua famiglia. E' stato uno dei momenti più significativi della cerimonia in sala consiliare per il cinquantesimo del disastro ferroviario che il 31 maggio 1962 provocò 64 morti alla stazione di Voghera. Allora Daniela aveva solo due anni e la sua storia fece piangere l'Italia intera. La giornata si è aperta con la scopertura di una targa in memoria delle vittime alla stazione, quindi la messa in Duomo (dove nel 1962 si svolsero i funerali di Stato), officiata dal vescovo Martino Canessa; infine l'appuntamento a Palazzo Gounela dove alcuni sopravvissuti e soccorritori si sono ritrovati ed abbracciati. Monsignor Canessa ha esortato ad avere «sentimenti nobili nei momenti più difficili, oggi per i morti e gli sfollati in Emilia a causa del terremoto, allora per i morti di quel tragico dramma».«Io quel giorno c'ero – commenta la signora Carla – mi trovavo in via Scarabelli, sentimmo un boato e ci precipitammo alla stazione». In sala consiliare, oltre a Daniela Gritti, unica superstite fra i passeggeri degli ultimi due vagoni dell'accelerato 1391 diretto in Liguria e centrato in pieno dalla locomotiva di un treno merci, c'erano Giovanna Porro, che nella disgrazia perse il padre, e Agnese Romanò (rispettivamente figlia e moglie di Angelo Porro) e Giulio Cesare Anselmi, il chirurgo che fu tra i primi ad accorrere sul luogo del disastro. «Parlarne mi mette ancora angoscia – racconta Anselmi, autore di un video con rare immagini d'epoca – Ricordo che l'intervento più sofferto fu per una donna alla quale amputai una gamba». «L'amministrazione si è fatta tramite del ricordo di quella terribile tragedia – commenta il sindaco Carlo Barbieri – Voglio ricordare la tempestività eccellente del nostro ospedale». Attivi nell'allestimento della commemorazione, sono stati Salvatore Cicciò (ex ferroviere) e Giuseppe Carbone (ex ferroviere e consigliere comunale). Le parole di Giovanna Porro: «Mi è sempre mancata la figura paterna, lo stesso giorno a distanza di anni è nata mia figlia Lara». Marco Quaglini